Il Pavia incerottato ritrova Degeri
PAVIA Lorenzo Degeri è di nuovo in pista. A tre settimane dall'incidente di gioco al primo minuto di gara dell'amichevole di Vinovo con la Juventus, il centrocampista azzurro ha ripreso ad allenarsi e da martedì è tornato in campo, con lavoro differenziato, ma anche in gruppo con il resto della squadra di mister Alessio Pala. Un trauma cranico con commozione cerebrale gli aveva fatto perdere i sensi per qualche istante. «Non ricordo nulla – racconta il 21enne giocatore di Pandino in provincia di Cremona –. Solamente che era iniziata la gara da pochi secondi, poi il vuoto. Ricordo di essermi risvegliato in ambulanza. Il resto, particolari anche che mi hanno fatto impressione, me li hanno raccontati i compagni. Per fortuna tutto è passato, sto bene e anche il controllo con un'ultima risonanza ha dato l'ok per poter riprendere ad allenarmi. Così ho iniziato martedì con lavoro aerobico evitando poi la partitella finale e stessa cosa ho fatto mercoledì e giovedì. E' una questione precauzionale per evitare impatti di gioco, contrasti, solo per questo motivo». Degeri seguirà dalla tribuna i suoi compagni domenica al Fortunati contro il Lumezzane, ma spera di esserci per il prossimo impegno di campionato a Vercelli. «Siccome ci sarà un turno di sosta del campionato, ci saranno due settimane di tempo per farmi trovare pronto al rientro a disposizione del mister – dichiara l'ex giocatore della Cremonese – Confido di farcela per sabato 16 quando ci sarà il turno in anticipo di tutto il campionato e saremo ospiti della Pro Vercelli. La domenica successiva arriverà la Cremonese e mi piacerebbe giocare contro la squadra dove sono cresciuto dagli Allievi Nazionali fino alla Prima squadra, dopo nove anni di vivaio all'Inter». Il rientro di Degeri può essere finalmente una notizia positiva in un inizio di annata veramente sfortunato per i colori azzurri. «A partire da quello che è successo a Lussardi – ammette il centrocampista del Pavia – è capitato di tutto. Dall'incidente a me, per fortuna superato, ai gravi infortuni di domenica scorsa che ci hanno tolto per tutto l'anno Carotti e forse Pirovano. Questo ci ha condizionato sotto tutti i punti di vista: eravamo un gruppo giovane, io a 21anni ero uno dei pochi che già aveva giocato in questa categoria. Poi anche numericamente è diventato difficile poter svolgere un certo tipo di lavoro di squadra. Una stagione decisamente travagliata da infortuni e incidenti. Nonostante questo la squadra è in crescita e deve continuare a lavorare per migliorarsi. E' il compito che abbiamo da qui a fine stagione, sempre di settimana in settimana». Enrico Venni