Bancari, adesione massiccia allo sciopero unitario

ROMA Adesioni al 90% dei lavoratori, quasi tutte le filiali, agenzie e sedi centrali chiuse. Lo sciopero dei bancari, il primo unitario dopo 13 anni, ha avuto un'adesione massiccia dopo la decisione dell'Abi di disdire il contratto di lavoro e ipotizzare accordi ad personam. Ora tutti, dall'Abi ad alcune forze politiche, chiedono di tornare al confronto. I bancari hanno manifestato a Ravenna, con un corteo dalla stazione ferroviaria a piazza del Popolo, dove sono intervenuti i segretari nazionali dei sindacati. Una prima volta che ha toccato non a caso la città romagnola, sede della Cassa di Risparmio di cui è presidente Antonio Patuelli, da gennaio al vertice dell'Abi. «Oggi abbiamo in Italia 12 banche commissariate», hanno ricordato i sindacalisti. Massimo Masi, segretario generale Uilca, Giuliano Calcagni, segretario nazionale Fisac Cgil, e Giuliano Romani, segretario generale, Fiba Cisl, parlando a Ravenna hanno condannato la scelta dell'Abi di disdettare il contratto nazionale e hanno chiesto che l'associazione delle banche torni sui suoi passi. «Oggi - hanno detto - oltre 300mila lavoratori del credito hanno deciso di aderire allo sciopero. Chiedono che le banche si rimettano al servizio del Paese e che non siano i bancari e le bancarie a pagare il prezzo delle politiche sbagliate che hanno caratterizzato gli ultimi dieci anni».