Disoccupati record sono 3,2 milioni e crescono ancora
di Andrea Di Stefano wROMA Nuovo ennesimo e drammatico record negativo per la disoccupazione che il ministro del Lavoro Giovannini ha definito allarmante. : «dobbiamo cercare di rafforzare ancora di più quello che la politica può fare» ha commentato il ministro. Il numero dei senza lavoro in Italia è arrivato a settembre quasi a quota 3,2 milioni (3 milioni 194 mila), con un incremento dello 0,9% rispetto al mese precedente (+29 mila) e del 14,0% su base annua (+391 mila). Il tasso di disoccupazione si attesta così al 12,5%, in aumento di 0,1 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 1,6 punti nei dodici mesi, aggiornando la serie negativa al primo trimestre del 1977. La disoccupazione, rispetto al mese precedente, cresce sia per la componente maschile (+0,2%) sia per quella femminile (+1,8%) e anche in termini tendenziali si incrementa sia per gli uomini (+16,7%) sia per le donne (+10,7%). Ovviamente si aggiorna anche il record sempre più grave tra i giovani (nella fascia d'età 15-24 anni) dove il tasso dei senza lavori tocca il 40,4% (+0,2 punti percentuali rispetto al mese precedente e +4,4 punti nel confronto tendenziale). Male anche l'andamento della disoccupazione degli under 25 nell'Eurozona: a settembre si registra infatti una percentuale del 24,1% pari a 3,548 milioni di giovani senza lavoro, cioè 8mila ragazzi in più rispetto allo stesso mese dell'anno scorso. Nell'Unione dei 28 il tasso si attesta al 23,5%, a quota 5,584 milioni di ragazzi disoccupati. Il record tocca ancora alla Grecia (57,3%, ultimo dato di luglio 2013), seguita da Spagna (56,5%), Croazia (52,8% nel terzo trimestre del 2013), Cipro (43,9%), Italia (40,4%), Portogallo (36,9%) e Slovacchia (31,1%). A settembre 2013 i tassi più bassi si registrano ancora in Germania (7,7%) e Austria (8,7%). La disoccupazione complessiva nell'Eurozona a settembre è di nuovo al picco record del 12,2%, stabile rispetto ad agosto. Stabile anche il tasso di disoccupazione nei 28 all'11%, mentre a settembre del 2012 la percentuale dei senza lavoro era all'11,6% nell'Eurozona e al 10,6% nell'Ue dei 28. A settembre gli europei senza lavoro erano 26,872 milioni, di cui 19,447 nella sola Eurozona, ossia 60mila disoccupati in più nei 17 e 61mila in più nei 28 rispetto ad agosto e quasi un milione di persone in più rispetto all'anno scorso. A segnare la percentuale più elevata la Grecia (27,6% a luglio), poi Spagna (26,6%), Croazia (17,2%), Cipro (17,1%), Portogallo (16,3%), Slovacchia (14%), Irlanda (13,6%), Bulgaria (13,1%) e Italia (12,5%). Unanime la reazione dei sindacati. «Il nuovo e gravissimo record sul tasso di disoccupazione dimostra che la recessione non è finita e senza una terapia d'urto non si ferma l'emorragia di posti di lavoro. Le politiche restrittive di questi anni hanno aggravato la situazione, espulso milioni di lavoratori e impedito ad altrettanti giovani di accedere al mondo del lavoro», ha scritto la Cgil mentre per la Cisl «sono indispensabili ed urgentissime alcune misure specifiche per il lavoro, prima fra tutte il rifinanziamento degli ammortizzatori in deroga per coprire le ultime mensilità del 2013 e l'aumento delle risorse stanziate dal Ddl stabilità per coprire l'intero 2014. Senza gli ammortizzatori il tasso di disoccupazione ed il disagio sociale sarebbero oggi a livelli ancora più alti, quindi si tratta di un intervento imprescindibile». Angeletti della Uil ha insistito sul taglio alla pressione fiscale come ricetta d'urto. ©RIPRODUZIONE RISERVATA