«Promozioni» in Provincia giunta spaccata su delibera

di Anna Ghezzi wPAVIA Non sono bastate tre riunioni di giunta per appianare i contrasti sulle scelte relative all'organizzazione dell'ente e all'assegnazione dei "quadri" ai vari settori della provincia. Alla fine dell'ultima burrascosa giunta la delibera proposta dal presidente Daniele Bosone sulla riorganizzazione del lavoro a Piazza Italia è passata, ma con due astenuti e un voto contrario. E nulla è ancora trapelato tra i dipendenti, in attesa di conoscere il loro destino: «Non ne parla nessuno», dicono in Piazza Italia. La delibera, a cinque giorni dall'approvazione, non è ancora stata pubblicata. Dopo la cura dimagrante dei dirigenti, ridotti quasi della metà, è ora il turno dei quadri, che nell'ente si chiamano posizioni organizzative: passano da 50 a 43, ma pare ci sia ugualmente uno sforamento del tetto massimo di spesa consentito pari a 617mila euro. Si sono astenuti Maurizio Visponetti, assessore ai lavori pubblici, e Milena D'Imperio, vicepresidente e assessore alla cultura, istruzione e pari opportunità, contrario l'assessore al Bilancio in quota Sel Franco Osculati. E i contrasti al vertice di Piazza Italia si fanno sempre più frequenti, con Bosone e D'Imperio ormai spesso schierati su posizioni opposte. «Abbiamo cercato di ridurre le posizioni organizzative, perché il fondo dei dipendenti è lo stesso – spiega Bosone, che ha anche la delega al personale – Dato che non sarà ridotto il fondo dei dipendenti, il fondo posizioni organizzative resta invariato e dobbiamo razionalizzare l'organizzazione. Come vincolo abbiamo posto che ogni quadro abbia almeno tre persone nell'ufficio, abbiamo cercato di dare un criterio alle professionalità. Ma lasceremo la possibilità ai dirigenti di presentare osservazioni e fare proposte su sulle funzioni che abbiamo indicato prima di avviare le selezioni interne». Ambiente e Agricoltura mantengono lo stesso numero di quadri, Patrimonio ed Economato crescono, a perderci sono Bilancio, Affari generali e Lavori pubblici. Restano a bocca asciutta Cultura e Pari opportunità. «Ho votato contro perché il tutto prevede 8mila euro di disavanzo – spiega l'assessore al bilancio Franco Osculati – su quella voce si possono spendere 617mila euro invece se ne spenderebbero 625mila. Inoltre alcune scelte sono state motivate più che da una logica chiara e comprensibile da rapporti di forza di varia natura». Il Bilancio passa da 5 a 4 posizioni organizzative. Visponetti preferisce non commentare: «Non dico nulla finché la delibera non sarà pubblicata», spiega. La vice presidente D'Imperio attacca:«L'ente non può spendere di più, in nessun campo – spiega – ma occorreva dare una dignità all'interno dell'amministrazione sia all'Istruzione che alle Pari opportunità, in linea col programma con cui ci siamo presentati e con cui Bosone ha vinto le elezioni. Il problema è che da un lato si è cercato di mantenere lo status quo, dall'altro di rispondere agli assessori. La proposta non regge né dal punto di vista organizzativo né da quello finanziario. La delibera sarà sottoposta al vaglio del nucleo di valutazione».