Contro la legge elettorale il No-porcellum day
di Annalisa D'Aprile wROMA Contro questa legge elettorale «mangiamoci il porcellum». L'iniziativa è stata goliardica, il fine sarebbe democratico (cioè avere una nuova legge elettorale), il risultato partecipato. Anche perché il porcellum lo distribuivano davvero, in versione porchetta, rigorosamente di Ariccia (nota nel Lazio per la sua produzione) e per giunta nel palazzo ricnosciuto del gusto, Eataly. Lui, Roberto Giachetti, promotore del «No porcellum day», che ieri si è svolto in tutta Italia, la porchetta non l'ha nemmeno toccata, anzi ha ribadito il suo digiuno a oltranza. «Io vorrei solo che tutti quelli che si sono impegnati a cambiare la legge elettorale rispettino l'impegno, chiediamo che si faccia ciò che si è promesso. Mi basta questo» ha detto il vicepresidente della Camera. Arrivato al suo venticinquesimo giorno di sciopero della fame, Giachetti va avanti con tre cappuccini al giorno, ha perso 8 chili ed inizia ad essere un po' «provato», come ha raccontato lui stesso. Ma non ha intenzione di lasciar perdere, lamenta che le larghe intese ostacolano l'approvazione della riforma elettorale e invita «la maggioranza che sostiene il governo a raddoppiare gli sforzi per allargare il perimetro dei partiti coinvolti nel tentativo di modificare il sistema di voto, mandando definitivamente in soffitta il porcellum». In compenso, se il deputato del Pd non ha toccato cibo, come altri semplici cittadini intervenuti all'iniziativa e che a turno fanno una giornata di sciopero della fame, molti altri, sostenitori e clienti di Eataly, hanno gradito eccome le due porchette, spazzolate via dal tavolo allestito al terzo piano del megastore in meno di mezz'ora. «Questa iniziativa - ha spiegato Giachetti- non vuole essere in contrapposizione con altri "day". Penso che si possa combattere e fare qualcosa di positivo senza mandare affanculo qualcuno», aggiunge riferendosi alle giornate organizzate da Grillo e da M5S. «Non sono qua per digiunare -ha scherzato l'ex deputato del Pd Arturo Parisi, promotore dell'ultimo referendum sulla legge elettorale - Anzi, dico: teniamoci in forma, perché la dura lotta che ci attende richiede tutte le nostre energie». A sposare la causa trasversale di Giachetti, anche Giorgia Meloni, Guido Crosetto e Luciano Ciocchetti, Paolo Gentiloni (Pd), Andrea Romano (Sc), l'ex sindaco di Roma Gianni Alemanno, il presidente della provincia di Pesaro-Urbino Matteo Ricci, Paolo Naccarato, senatore Grandi autonomie e Libertà. E mentre nella sala di Eataly sfumano le immagini di cittadini e attori che hanno aderito alla giornata di protesta, Giachetti va a prendere il secondo cappuccino della giornata. ©RIPRODUZIONE RISERVATA