Senza Titolo
di Giovanni Scarpa wBINASCO Non ci ha pensato nemmeno un attimo a gettarsi all'interno del capannone, pieno di fumo nero e irrespirabile, per cercare il suo Jack mentre le fiamme distruggevano il box adibito ad ufficio. E' così che Andrea Acquafresca, ha salvato da morte certa il suo cagnolino, un piccolo meticcio che quando è scoppiato l'incendio si trovava all'interno della carpenteria in ferro, la Cmi, che Andrea gestisce insieme al fratello, in via delle Scienze, zona industriale di Binasco. Il rogo si è scatenato poco dopo le 20, l'altra sera. «A dare l'allarme è stato un passante –racconta ora Acquafresca –. Secondo i vigili del fuoco si è trattato di un corto circuito. La scintilla è partita dal frigorifero, all'interno dell'ufficio». Da lì a poco, si è scatenato un vero e proprio inferno. «Quando sono arrivato, la prima cosa che ho fatto è stata di aprire il portone dal capannone – ricorda ancora il titolare della fabbrica –. Il fumo nero usciva già dalle finestre che erano rimaste aperte. Ma quando ho cercato di entrare, sono stato investito da una vera e propria nube scura e densa». Inutile dire che l'aria, nel magazzino, era irrespirabile. Acquafresca, però, ha resistito cercando disperatamente il cane. Di Jack, però, nessuna traccia. «Intanto ho cercato anche di spegnere le fiamme – prosegue –. Incredibilmente gli idranti non funzionavano. Allora ho preso l'estintore è ho iniziato a spegnere le fiamme all'interno dell'ufficio». Per fortuna, il rogo era solo all'inizio. E il materiale stipato all'interno del capannone è quasi tutto in ferro e soprattutto lontano dal luogo in cui si erano sviluppate le fiamme. Questo ha circoscritto il rogo, ma l'aria era irrespirabile. «Ho pensato che Jack si fosse rifiugiato verso il fondo del capannone, dove ancora le fiamme non erano arrivate». E probabilmente è andata proprio così. «Ad un certo punto l'ho sentito abbaiare, poi l'ho visto nonostante il fumo – ricorda ancora Acquafresca –. Nel frattempo sono riuscito anche a limitare i danni grazie all'estintore». Sul posto sono giunte in pochi minuti diverse autobotti dei vigili del fuoco e una pattuglia dei carabinieri della stazione di Binasco. Ma la prolungata esposizione al fumo non è stata priva di conseguenze per Acquafresca. Il proprietario della Cmi, infatti, una volta arrivati i soccorritori, è uscito dal capannonecon il cane in braccio ed è svenuto. Trasportato all'ospedale di Rozzano, è stato dimesso qualche ora dopo. I pompieri hanno poi domato definitivamente l'incendio qualche ora dopo. Nel rogo è andato completamente distrutta la parte adibita ad ufficio. I danni non sono ancora stati stimati, ma dovrebbero aggirarsi sui 15 mila euro.