Inchiesta frane, si indaga anche sulle imprese
di Maria Fiore wPAVIA Non solo i finanziamenti, ma anche gli appalti e i lavori eseguiti dalle imprese. L'inchiesta sulle frane della procura di Pavia, di fatto riaperta dopo gli arresti del geometra Elio Ferrari e del cugino Italo Romano Benvenuti, si allarga. Il magistrato Roberto Valli, che ha secretato i verbali degli interrogatori di Ferrari e dell'ingegnere pavese Francesco Errichiello, sta cercando riscontri ad alcune circostanze che sarebbero emerse dalle dichiarazioni degli indagati. Gli interrogatori sono chiusi in cassaforte, ma non è segreta, invece, la dichiarazione resa da Alessandro Pallucchini, 45 anni, di Asti, amico di Mauro Luciani, il dirigente del ministero dell'Ambiente che aveva denunciato un'estorsione ai suoi danni. Secondo quella denuncia, Ferrari e Benvenuti avrebbero chiesto indietro al dirigente, con le minacce, la restituzione di 150mila euro. Il primo testimone a riferire dettagli sulla natura di quei soldi è proprio Pallucchini, che era stato contattato da Errichiello per conto di Ferrari allo scopo di intercedere con Luciani per quel presunto debito. Il testimone riferisce anche di due incontri con Ferrari. Nel primo, il geometra gli avrebbe detto che nella «questione di Pavia», riferendosi al caso frane, «erano girati 900mila euro» e che i 150mila euro erano solo una tranche di un giro più ampio, «mentre gli altri Ferrari li avrebbe raccolti dalle imprese». Per consegnarli a chi? A che servivano i soldi? A queste domande il testimone non risponde, ma la sua dichiarazione è bastata ad attirare l'attenzione della procura di Pavia. Interessata ad approfondire sia l'origine del denaro che la sua destinazione. Sotto la lente di ingrandimento della magistratura pavese c'è quindi anche la regolarità degli appalti e dei contratti delle imprese che hanno eseguito i lavori. Il testimone parla anche di un secondo incontro con Ferrari, che sarebbe avvenuto a Binasco, nei pressi del casello autostradale, il 9 agosto scorso. I due parlano del "prestito" che Luciani dovrebbe restituire, ma che il dirigente nega di avere mai ricevuto. Una versione che Luciani fornisce all'amico Pallucchini anche durante un incontro a settembre. In questa occasione Luciani avrebbe ancora ribadito di non sapere nulla di quel denaro e si sarebbe convinto a denunciare Ferrari e Benvenuti per tentata estorsione. Una denuncia culminata con gli arresti del geometra e del cugino (a cui pochi giorni fa il giudice ha concesso i domiciliari) ma che potrebbe avere ulteriori sviluppi. Di certo, la dichiarazione di Pallucchini è la prima testimonianza a spingere la procura a ipotizzare un giro di tangenti attorno ai lavori delle frane in Oltrepo. Su questo fronte era stata già condotta un'inchiesta, che aveva portato a indagare anche alcuni sindaci e politici. Per nove persone, però, era arrivata l'archiviazione, mentre il procedimento è ancora in corso per altre 14, tra sindaci di alcuni Comuni dell'Oltrepo, lo stesso Elio Ferrari e il dirigente Mauro Luciani. Le contestazioni, però, non hanno nulla che vedere con la nuova ipotesi del magistrato Roberto Valli, visto che le accuse vanno dalla truffa, al falso e all'abuso d'ufficio. Su questo procedimento è atteso un pronunciamento del gip Erminio Rizzi, che deve decidere sull'eventuale archiviazione. @mariafiore3 ©RIPRODUZIONE RISERVATA