Psiche d'Eros, le donne di Mainoli

PAVIA Psiche d'Eros, ovvero donne. Corpi. Carni. Figure femminili contorte e pallide, dalle trasparenze quasi lunari. Corpi allungati, scarniti, dalla morbidezza quasi impercettibile. È incentrata sull'universo femminile la retrospettiva dedicata al pittore Michele Mainoli (Sannazzaro 1927 - Castelnuovo Scrivia, 1991), che sarà inaugurata oggi alle 18 nello Spazio per le Arti Contemporanee del Broletto. "Psiche d'Eros", questo il titolo scelto per la mostra, è organizzata dall'Associazione Mainoli in collaborazione con l'Assessorato alla Cultura del Comune e curata da Marilisa Di Giovanni e Valeria Ferrari. Presenta fino al 24 novembre una ricca selezione di opere grafiche dell'artista, circa una sessantina tra litografie e incisioni, molte delle quali inedite al grande pubblico, accomunate da un unico tema: quello della figura femminile.Le donne di Mainoli sprigionano eros da tutti i pori. Ma in silenzio assoluto. Non c'è infatti aggressività, è svanito il potere seduttivo e la sensualità sfrontata. È qualcosa di raccolto, intimo, ben lontano dall'essere spettacolare. Si tratta di scene di calda intimità: una sensualità intima mai ostentata, quasi pudica. Le figure hanno un sex appeal semplice e spontaneo, sono corpi nudi che si offrono quasi timidamente alla vista, un po' vergognosi, un po' dolcemente seducenti. Il nero e il buio dello sfondo le avvolgono e nascondono.Non c'è bisogno di parole. Qualunque inquadratura, soggetto e luce appaiono sulla tela, è ovvio che non ci sono stati rumori a interromperli. L'intesa tra chi raffigura e chi è raffigurato, tra chi si mostra e chi osserva è silente, sottintesa. Mainoli non rappresenta il corpo, ma col gioco delle velature, del chiaroscuro, dei gesti e delle posture cerca di rappresentare uno stato d'animo, un atteggiamento. La vera forza espressiva della composizione è infatti il sentimento che la sorregge, che sta dietro a quelle membra così scoperte, indifese ed esposte. Tutto è tranquillo, senza esagerazioni, e anche la scelta della tavolozza (che predilige i toni bassi ma vibranti e modulati con finezza) concorre a dare vita a quel mondo sensuale senza eccessi che già il silenzio era andato a costruire. Nelle incisioni i colori sono il bianco e il nero, con delicatissimi passaggi tonali di grigio; nelle litografie il bruno, l'arancione, il giallo, il blu inteso su fondi di rosso focato. Orari: dal martedì al venerdì 16.30 - 19.30; sabato e domenica 10.30 - 13 e 16.30 - 19.30; lunedì chiuso.