Mortara, Cavallaro è l'uomo decisivo

MORTARA L'hombre del partido per la Expo Inox Mortara, corsara a Castelfiorentino, è stato Mirko Cavallaro non solo con i suoi comunque decisivi 26 punti. La prima impresa dei gialloblu lontano dal palaGuglieri in Dnb arriva al termine di una prestazione caparbia che li ha visti condurre per oltre tre quarti di gara. "Abbiamo giocato una partita molto determinata, volevamo questa vittoria e, visto l'andamento della gara, perdere sarebbe stato davvero immeritato", dice l'esterno di coach Zanellati che, proprio dal suo coach, a fine gara, ha ricevuto complimenti importanti. «Mirko ci ha trasmesso tranquillità nel difficile finale, quando abbiamo rischiato di compromettere tutto innervosendoci di fronte alle chiamate arbitrali non favorevoli», ha detto il tecnico gialloblu. «Sono contento di esserci riuscito, ma i punti che ho fatto ed i tiri che ho potuto prendermi, anche nei momenti delicati sono stati costruiti dalla squadra e dal lavoro duro dei miei compagni», dice con umiltà l'uomo che ha spaccato la partita più volte, anche quando Castelfiorentino è rientrata da -14 fino alla parità, complice anche una grandinata di tiri liberi susseguenti all'espulsione di Tardito. I 26 punti dell'esterno vigevanese, con percentuali d'altra categoria, sono stati a dir poco determinanti. «Quello che conta è solo la vittoria accompagnata dalla prestazione, una conferma per noi importante del fatto che possiamo dire la nostra anche in questa categoria», sottolinea Cavallaro, in piena sintonia con le riflessioni di coach Zanellati, contento dell'apporto anche di chi parte dalla panchina. «E' stata una partita che ci ha confermato l'importanza e l'impatto anche di Di Paola, Manuelli e Fant. Questo vuol dire poter contare davvero su otto uomini e poterli ruotare, un aspetto determinante per permetterci di difendere forte, come sappiamo fare». Quattro punti nelle due ultime partite, superando la Fortitudo e poi espugnando Castelfiorentino, sembrano aver cambiato faccia alla Expo Inox. «Contro Cecina all'esordio probabilmente abbiamo patito un po' di emozione, ma pur non giocando al top delle nostre possibilità, siamo stati incollati alla partita fino in fondo ed avremmo anche potuto vincere», spiega Mirko Cavallaro. «A Cento potevamo fare di più, ma in quella, come tutte le altre partite, non abbiamo incontrato squadre che ci abbiano schiacciato o che si siano particolarmente distinte. E' la conferma di quello che ci aspettavamo, un campionato duro e molto equilibrato nel quale la chiave tattica è, da una parte, sfruttare al massimo le proprie caratteristiche e, dall'altro, obbligare gli avversari a fare quello in cui riescono peggio». Fabio Babetto