Tangenti, dirigente pavese interrogato per sei ore

di Maria Fiore wPAVIA «Guardi, il verbale è stato secretato e quindi non posso dire niente. Gli appalti delle frane in Oltrepo? Sì, ne abbiamo parlato, ma voglio precisare che non ho mai avuto nessun incarico in quella vicenda, perché non era un settore di mia competenza». In effetti l'ingegnere pavese Francesco Errichiello, oggi consulente del ministero delle Infrastrutture per Expo 2015, era provveditore alle Opere pubbliche di Lombardia e Liguria nel periodo che sta interessando i magistrati pavesi, gli anni che vanno dal 2008 al 2011. Tuttavia, proprio su quegli appalti e sui meccanismi dei finanziamenti piovuti sulla provincia di Pavia per il dissesto idro-geologico, si sarebbe concentrato l'interrogatorio di ieri. Il contenuto delle dichiarazioni è top secret, ma è la stessa durata dell'interrogatorio a suggerire che di circostanze e dettagli Errichiello potrebbe averne offerti molti al magistrato, visto che l'ingegnere pavese è rimasto nell'ufficio del sostituto procuratore Roberto Valli per quasi sei ore. «Abbiamo chiarito tutto quello che c'era da chiarire», si limita a dire il suo avvocato, Gian Filippo Schiaffino. Era stato lo stesso Errichiello a chiedere di essere sentito, dopo gli arresti del geometra pavese Elio Ferrari e del cugino di Milano Italo Romano Benvenuti, entrambi scarcerati dopo avere reso dichiarazioni giudicate «scottanti» dagli stessi inquirenti. L'accusa nei confronti di Ferrari e Benvenuti è di avere tentato di estorcere 150mila euro a Mauro Luciani, dirigente del ministero dell'Ambiente. Nelle intercettazioni si parla di "un prestito", ma anche di "anticipi di forniture future". Espressione che ha spinto gli inquirenti ad approfondire. Quei soldi – è l'ipotesi su cui si muove la procura – potrebbero essere stati parte di una tangente per lavori non realizzati. A Luciani non viene contestato nulla e anzi risulta vittima delle presunte minacce e del ricatto portato avanti, per l'accusa, da Ferrari e Benvenuti. Ma la sua figura interessa gli inquirenti, visto che fu lui a occuparsi dei finanziamenti per l'Oltrepo durante l'emergenza frane. Che c'entra Errichiello in questa vicenda? L'ingegnere pavese è amico di Ferrari e Luciani e compare in diverse intercettazioni telefoniche relative alla richiesta dei 150mila euro. Anche Errichiello, dunque, è indagato per tentata estorsione. Facile immaginare che almeno una parte dell'interrogatorio Errichiello l'abbia dedicata a difendersi da questa accusa. E all'uscita del tribunale, poco prima delle 4 di ieri pomeriggio, lo conferma. «Mi sono state contestate alcune intercettazioni – dice –. Ma al magistrato ho spiegato di non avere mai minacciato nessuno. E' Luciani che mi ha messo in mezzo a questa storia dei 150mila euro, perché ero suo amico ed ero anche amico di Ferrari. Al geometra Luciani aveva detto di rivolgersi a me per appianare i contrasti, ma quando Luciani mi ha detto che quel prestito non esisteva mi sono fatto da parte». La vicenda dell'estorsione, comunque, potrebbe essere solo la punta dell'iceberg di una storia ancora tutta da chiarire. Tra verbali secretati e il riserbo totale degli inquirenti, appare nitido il nuovo filone di inchiesta aperto dalla procura di Pavia. Fronte che, peraltro, era stato suggerito da un testimone, dopo la denuncia di Luciani, che aveva parlato di «900mila euro» che sarebbero girati «nella questione di Pavia». Questa nuova inchiesta, va detto, non è direttamente collegata al procedimento ancora in corso per 14 persone, a cui vengono contestate accuse più che altro legate a irregolarità nei lavori post-frane. Di certo ieri Errichiello , durante l'interrogatorio, ha indossato la doppia veste di indagato e di super testimone. «Non posso rivelare nulla di quanto detto al magistrato – ribatte l'ingegnere –. Posso solo dire che non c'entro nulla con gli appalti delle frane in Oltrepo, perché non era settore di competenza del provveditore alle opere pubbliche. E' vero che in alcuni atti vengono indicato come collaudatore, ma era Luciani che mi affidava quegli incarichi, che peraltro non ho mai accettato, perché non avevo nemmeno la conoscenza necessaria per poterli ricoprire». @mariafiore3 ©RIPRODUZIONE RISERVATA