Risoni da esportazione, crollano i prezzi le organizzazioni chiedono interventi
La campagna di commercializzazione del risone è iniziata nel peggiore dei modi. Pesano le concorrenze produttive internazionali. «Nonostante la produzione sia inferiore a quella dello scorso anno – dice Giovanni Daghetta, presidente della Cia di Pavia – i prezzi per le varietà da esportazione, che costituiscono più della metà della produzione italiana, sono crollati del 25% rispetto allo scorso luglio e con una perdita tra il 15 e il 20% rispetto all'inizio della campagna precedente». I dati sui prezzi confermano lo scenario preoccupante. Confagricoltura fa, infatti, sapere attraverso una propria nota ,che a Milano un quintale di Thaibonnet, varietà da esportazione, è quotato 25 euro. Nell'ultima settimana sono state vendute 41.377 tonnellate di risone, di cui 17.960 di lunghi A, 11.332 di tondi, 11.046 di lunghi B e 1.039 di medi. «Rispetto allo scorso anno risultano minori vendite per 73.453 tonnellate (- 25,3%), di cui 24.798 nei risi Indica e 48.655 nei risi Japonica», spiega. Da qui l'urgenza d'interventi sollecitata dalle organizzazioni agricole. «Bisogna porre a Bruxelles la necessità di limitare le importazioni a dazio zero a un livello sostenibile dalla nostra risicoltura – aggiungono Daghetta e Fulco Gallarati Scotti, di Confagricoltura – Lo strumento è la clausola di salvaguardia, che consente di intervenire quando un regime di importazione crea forti turbative di mercato mettendo a rischio settori produttivi comunitari».