Sala: «Blocco del traffico solo se lo impone la legge»

di Denis Artioli wVIGEVANO «Sono contrario al blocco del traffico con le polveri sottili oltre i limiti: fermare le auto è un palliativo, visto che anche gli esperti dicono che l'aumento del Pm10 dipende soprattutto dall'accensione degli impianti di riscaldamento o dalla presenza di impianti industriali in un'area, come la nostra, che è una conca e ha raffinerie, inceneritori, aziende varie». Il sindaco Andrea Sala non è d'accordo con l'assessore provinciale all'ambiente, Alberto Lasagna, che, in situazioni di emergenza smog come l'attuale, si dice favorevole allo stop alle auto. Sala sostiene che vivere in Pianura Padana e, nel caso specifico, in Lomellina, è un po' come stare in una stanza con porte e finestre sigillate, dove non c'è ricambio d'aria. «C'è un problema di ristagno, – sottolinea il sindaco – sono dati oggettivi, diciamo che non sarebbe la zona migliore per ospitare raffinerie o inceneritori. Stiamo attendendo gli esiti dello studio dell'Arpa, che cofinanziamo, per capire qual è la tipologia di polveri sottili presenti a Vigevano. Solo a quel punto, con dati scientifici alla mano, si potranno prendere provvedimenti. Il blocco del traffico è la soluzione estrema, perché crea disagi ai cittadini e provoca danni alle aziende e ai commercianti, senza creare benefici all'ambiente. Il giorno dopo la situazione torna come prima. Se per legge mi impongono di fermare il traffico lo faccio, ma ora non siamo obbligati». E il sindaco non fa mistero, da tempo, di voler portare Asm fuori da Lomellina Energia, la società che gestisce l'inceneritore di Parona. Su questo aspetto lancia una stoccata al suo predecessore, l'ex-sindaco Ambrogio Cotta Ramusino, che guidava la giunta Pdl-Lega Nord, in cui Sala era assessore ai Lavori pubblici. «Se qualche anno fa chi mi ha preceduto non avesse deciso di interrompere la sperimentazione sulla raccolta differenziata avviata in centro, oggi saremmo molto più avanti, probabilmente tutta la città sarebbe coperta dalla raccolta "porta a porta" – afferma il sindaco –. La differenziata in futuro pagherà, anche sotto l'aspetto ambientale. Voglio uscire da Lomellina Energia perché come sindaco adesso devo preoccuparmi contemporaneamente di tutelare la salute dei cittadini e gli interessi di un inceneritore. Invece un Comune deve avere le mani libere, non può essere socio di un'azienda che fa utili bruciando rifiuti. Tra le due possibilità scelgo la tutela ambientale e lo dimostra anche la decisione di dire no alla centrale a olio di Cascina Cavalli per proporre il biodigestore che smaltirà la frazione umida dei rifiuti e produrrà energia pulita». ©RIPRODUZIONE RISERVATA