Motori turbo e consumi Ancora alto il rischio di restare senza benzina
di Filippo Ronchetti La rivoluzione regolamentare che entrerà in vigore nel 2014 porterà con sé un'infinità di incognite che gli ingegneri dei vari team dovranno cercare di risolvere per avvantaggiare la propria squadra sulle rivali. Gli aspetti importanti per costruire una monoposto vincente sono ovviamente gli stessi di sempre, ma il fatto che si parta da zero per quanto riguarda il propulsore pone nuove variabili in un'area, quella dell'affidabilità, che negli ultimi anni è stata quasi data per scontata. Nel 2014 l'affidabilità dei motori turbo tornerà quindi a essere un tema centrale. L'aspetto che segue a ruota quello squisitamente tecnico è legato ai consumi. Dato che le vetture 2014 non sono scese in pista si tratta di teorie, ma secondo molti i 100 chili di carburante imbarcati per ogni Gran premio non sarebbero sufficienti per offrire gare "tirate" dall'inizio alla fine. Insomma una formula-consumo. Vero? Falso? Ross Brawn della Mercedes ha dichiarato che, in base alle loro simulazioni, sono paure non fondate. Probabilmente questo sarà un aspetto critico su cui tecnici e ingegneri passeranno le notti. Turbo o aspirato, che consumi molto o poco, un motore termico produce sempre dei gas di scarico che, negli ultimi anni, sono stati sfruttati dai team per generare maggior carico aerodinamico. La Federazione intenazionale, da tre anni a caccia di un modo per proibire tale uso dei gas di scarico, sembra finalmente aver pronta la soluzione definitiva: il nuovo regolamento prevede un unico collettore di scarico che dovrà terminare dietro l'asse delle ruote posteriori e non potrà avere carrozzeria attorno a esso. Insomma, i gas di scarico dovranno fluire senza ostacoli. Mancherà carico aerodinamico al posteriore? Nessun problema, perché la contemporanea restrizione dell'ala anteriore dovrebbe aiutare a perderne anche lì. Sembra quindi che i timori di Adrian Newey, una Formula 1 in cui l'aerodinamica passa in secondo piano, siano infondati: il carico aerodinamico e la sua distribuzione tra asse anteriore e posteriore resteranno fondamentali anche nel 2014. Infine, non bisogna dimenticare che l'unica parte di un'automobile a contatto con l'asfalto sono gli pneumatici, che non potranno essere gli stessi delle ultime stagioni. Come ha dichiarato il direttore di Pirelli Motorsport, Paul Hembery, «dobbiamo migliorare la forza meccanica dei composti per adattarli alla potenza dei nuovi motori». Tradotto: le gomme attuali probabilmente si straccerebbero se montate sulle monoposto del 2014, per cui dobbiamo sperimentare nuove mescole. E i team, a loro volta, dovranno capire il prima possibile le caratteristiche di questa nuova generazione di pneumatici. ©RIPRODUZIONE RISERVATA