Progetto salute, controlli su malattie e ricoveri

Un divano in campagna: non è un salotto all'aperto, bensì un divano abbandonato. Fa mostra di sé sulla strada sterrata della Goràna Vecchia. La presenza del mobile è stata notata da un cittadino. «Questi scarichi abusivi – si domando – possono essere dovuti anche al fatto che la piazzola ecologica di Sannazzaro è aperta due sole ore al giorno?». Un prolungamento dell'orario della piazzola forse agevolerebbe il deposito di rifiuti nell'area consentita, ma è anche vero che i limiti di orario del conferimento di materiali ingombranti non giustificano l'abbandono in campagna. In caso di difficoltà nello smaltimento di mobili si può comunque sempre chiedere informazioni negli uffici comunali sulle modalità e sui luoghi di deposito autorizzati. SANNAZZARO Indagine epidemiologica sulle cause di morte, sulla malattie e anche sui ricoveri in ospedale. Si parte dalla firma del protocollo d'intesa siglato in questi giorni tra Gruppo Eni, i comuni di Sannazzaro e Ferrera, Arpa, Asl e Dipartimento sanità pubblica e medicina sperimentale dell'Università di Pavia. Un anno di tempo dall'entrata in funzione dei nuovi impianti Est e l'indagine sarà a regime. La fase progettuale dello studio sulle patologie determinate dall'insediamento degli impianti petroliferi dell'Eni è ora avviata, come prescritto dal decreto emesso a seguito del rilascio delle licenze per i nuovi impianti di Eni Est, dal ministero per l'Ambiente e Tutela del Territorio. Un anno di tempo, da quando gli impianti di Eni Est entreranno in funzione (dunque meno di un anno) perchè si raccolgano i primi riscontri della ricerca. «Un passo decisivo – conferma il sindaco Giovanni Maggi – per conoscere le patologie caratteristiche della nostra zona e, quindi, porvi rimedio. Si garantirà un controllo nel tempo della situazione sanitaria generale. Lo studio epidemiologico parte con la nascita di un'ipotesi progettuale che l'Università di Pavia sta realizzando. Lo stesso piano d'intervento dovrà essere poi condiviso dagli altri partner scientifici e dalle parti istituzionali coinvolte. Un anno di tempo perché l'indagine decolli e fornisca i primi risultati». Saranno riscontri di certo interesse in quanto l'Università, l'Asl, l'Arpa, l'Eni stessa ed i consulenti dei comuni di Sannazzaro e Ferrera saranno chiamati a condividere un percorso univoco, una sorta di modello di ricerca da applicare con continuità negli anni a venire. Dovrà essere innanzi tutto fissato il cosiddetto "bianco" (il parametro di confronto) circa la situazione sanitaria della zona (patologie caratteristiche, motivi dei ricoveri, decessi): elemento indispensabile perché il monitoraggio futuro possa rapportarsi allo stato "iniziale" dell'indagine con una puntuale verifica di come muteranno nel tempo le condizioni della salute pubblica. Il sindaco Maggi conferma infine: «Nella ricerca saranno coinvolti anche i medici di base operanti in quanto detentori di rilievi e dati statistici relativi ai residenti nel territorio in cui da mezzo secolo funziona la raffineria e, tra breve, anche le nuove tecnologie Est». I costi dell'indagine epidemiologica, come fissato dal decreto ministeriale, saranno a totale carico di Eni. Paolo Calvi