Fornaci in crisi, 36 posti sono a rischio
di Roberto Lodigiani wCASEI GEROLA Trentasei posti di lavoro a rischio negli stabilimenti Danesi (ex Valdata) di Casei Gerola e Silvano Pietra. E' l'ultimo effetto della lunga crisi delle fornaci in Oltrepo, un tunnel del quale non si intravvede l'uscita. Il gruppo cremonese di Soncino ha denunciato dieci esuberi nel sito di Casei e annunciato la decisione di aprire la procedura di mobilità per ventisei dipendenti di quello di Silvano, motivando la riduzione di personale con le difficoltà di mercato. Il sindacato, però, boccia gli esuberi e chiede che i tagli occupazionali vengano gestiti attraverso un progetto di formazione professionale e di ricollocazione del personale in eccesso, con il ricorso a un ulteriore anno di cassa integrazione straordinaria (i dodici mesi già concessi nel 2012 scadranno il prossimo 17 novembre). Al termine di questo percorso, ragionano le sigle di categoria degli edili, parecchi lavoratori potrebbero aver trovato un nuovo impiego e quindi l'impatto dei tagli sarebbe notevolmente ridotto. Azienda e organizzazioni sindacali confronteranno le rispettive posizioni nell'incontro in programma il 7 novembre al ministero del Lavoro, al quale parteciperanno Luigi Marozzi per Fillea-Cgil e Rosario Mascarello per Filca-Cisl. «Per anni – denunciano i sindacalisti – non sono stati fatti investimenti necessari su innovazione e ricerca, e il risultato sono gli attuali problemi a reggere la concorrenza». Complessivamente, le unità produttive di Danesi hanno 57 addetti; 250 quelli del settore laterizi in Oltrepo, un tempo florido ma ora scosso da una profonda recessione che tocca praticamente tutte le aziende. Gli stabilimenti di Casei e Silvano producono soprattutto per i mercati lombardo, ligure e piemontese. Il gruppo Danesi è nato nel 1955, con il primo stabilimento di Soncino; nel 1999 vengono acquisiti gli impianti mentre nel 2005 tocca alla Laterizi Valdata di Silvano Pietra. ©RIPRODUZIONE RISERVATA