Dalla follia al caos La lectio di Caroli

VIGEVANO Lectio magistralis sul tema "il volto dell'occidente" per Flavio Caroli, critico e storico d'arte, stasera alle 21 in Cavallerizza nell'ambito della Rassegna letteraria. Ordinario di Storia dell'arte moderna alla facoltà di Architettura del Politecnico di Milano, Caroli affronterà il tema dell'arte "smarrita" del Novecento, lo stesso che ha trattato nell'ultimo libro pubblicato, edito da Mondadori con il medesimo titolo della lezione. Spiega Caroli: «Viviamo in un'epoca in cui è sempre più difficile sostenere con certezza quali siano le caratteristiche proprie dell'opera d'arte. La perizia esecutiva, l'armonia formale, il concetto stesso di bellezza sono stati messi in crisi dalle avanguardie del primo Novecento. Negli ultimi decenni il proliferare di video, installazioni e performances ha moltiplicato le possibilità espressive del linguaggio artistico ma ne ha allo stesso tempo limitato la diffusione a uno spazio chiuso e autoreferenziale. Si è smarrita un'arte che, nella definizione di Kant, "ha per scopo immediato il sentimento di piacere"». Di tutta la produzione artistica occidentale, solo venti opere sono "finite" nel testo. «Quando ho cominciato a ragionare su questo libro – aggiunge Caroli - e sono arrivato a selezionare venti opere, mia moglie, che ha una formazione matematica, mi ha detto: è un icosaedro, un solido a 20 facce. Ho accettato di buon grado la sua definizione e per questa ragione non c'è un'opera che preferisco a tutte le altre». Questa sera Caroli ne illustrerà solo alcune, oltre a quelle che il pubblico potrà chiedere di conoscere. «Partirò dalla "Notte sul rodano" di Van Gogh, che segna l'inizio in cui nell'arte contemporanea si alza il vento della follia. È in questo periodo che Nietsche, all'uscita di un teatro, abbracciò un cavallo e si mise a piangere o che Munch cominciò a pensare all'Urlo. Poi parlerò di Emile Bernarde, che insieme a Gauguin diede vita al simbolismo. Infine affronterò Paul Klee che con la sua pittura influenzò anche il cinema. Non mancheranno i confronti. Entrerò virtualmente al Guggenheim Museum di New York e parlerò di Edward Hopper, di Jackson Pollock, grandi esempi di caos. Dalla follia al caos». Selvaggia Bovani