Russia, cadono le accuse di pirateria per gli attivisti di Greenpeace

La magistratura russa ha fatto cadere le accuse di pirateria contro gli attivisti di Greenpeace che hanno dato l'assalto a una piattaforma petrolifera nell'Artico, sostituendole con accuse meno gravi di teppismo. Lo riferisce l'Itar-Tass citando il portavoce della commissione investigativa. Proprio ieri, nel rifiutare il procedimento arbitrale chiesto dall'Olanda sul caso della nave Arctic Sunrise, il ministero degli Esteri aveva lanciato un segnale di apertura, sottolineando che Mosca «resta aperta ad una soluzione della vicenda». Era stato lo stesso leader del Cremlino Vladimir Putin ad ammettere per primo che i 30 attivisti di Greenpeace «non sono pirati». L'accusa di pirateria è punibile sino a 15 anni di carcere, quella di teppismo prevede invece pene molto meno severe. Nelle ultime settimane era cresciuta la mobilitazione e la pressione internazionale per la liberazione dei militanti del movimento ambientalista.