Il mondo della musica dà l'addio a Gianni Ferrio

ROMA Per esaudire una sua precisa richiesta, solo a esequie avvenute la famiglia ha dato notizia della morte, avvenuta a 88 anni, di Gianni Ferrio, direttore d'orchestra, arrangiatore di talento e geniale autore di canzoni che hanno fatto la storia della musica italiana come "Parole parole" e "Non gioco più" interpretate da Mina, "Piccolissima serenata" composta per Teddy Reno e "Meglio così" cantata da Johnny Dorelli. Vicentino, classe 1924, Ferrio aveva iniziato negli anni Quaranta come direttore d'orchestra, negli anni Cinquanta aveva collaborato con la casa discografica CGD. Tantissime le colonne sonore che portano la sua firma, da quella del film "Un dollaro bucato" del 1965 a "Emmanuelle", a "La gabbia", "Per pochi dollari ancora", "La poliziotta", "L'uomo senza memoria", "Gringo", "L'infermiera di notte", "L'ultima partita". Numerose le partecipazioni a trasmissioni televisive della Rai, come "Bambole, non c'è una lira" e "Milleluci" per cui scrive la sigla finale "Non gioco più" incisa da Mina, che diventa un successo internazionale. Per la tigre di Cremona, a partire dalla metà degli anni Settanta, scriverà le parti vocali di "Plurale", un capitolo tra i più sperimentali nella carriera della cantante che include una selezione di cover per sola voce, e "Mina quasi Jannacci" del '77, in cui la cantante reinterpreta una selezione di brani estratti dal repertorio del grande cantautore milanese. Ferrio ha poi firmato anche le musiche dei più importanti show tv del sabato sera diretti da Antonello Falqui ed è stato direttore d'orchestra al festival di Sanremo nel 1959 e 1962; nell'edizione del 2007 è stato anche autore di uno dei brani in gara, «Meglio così», cantato da Johnny Dorelli. Ferrio è stato sposato con la ballerina e attrice di origini oltrepadane Alba Fossati, nota con lo pseudonimo di Alba Arnova, giovanissima étoile del teatro Colón di Buenos Aires, cacciata nel 1955 dalla Rai da Filiberto Guala per il sospetto di aver danzato a gambe nude, in controluce (in realtà indossava un'aderente calzamaglia rosa che poteva suggerire, secondo la censura di allora, un passaggio "senza veli"). Il programma televisivo in cui, sotto la guida del marito, danzava accompagnata in stile "cool" dai migliori musicisti jazz del momento, si intitolava "La Piazzetta".