Effetto "shutdown" sull'occupazione, ma la Borsa vola

NEW YORK Effetto "shutdown" sull'occupazione americana, che continua a crescere ma ad un ritmo decisamente più lento. Allontanando la possibilità che la Fed possa staccare la spina a una ripresa economica ancora incerta. Gli ultimi dati indicano come nel mese di settembre sono stati creati appena 148.000 nuovi posti di lavoro: troppo pochi rispetto ai 180.000 previsti. Un risultato deludente che neanche la Casa Bianca nasconde, e che lo staff del presidente Obama attribuisce all'incertezza alimentata da quell'impasse che per settimane ha caratterizzato la situazione politica a Washington. Un'impasse che ha portato gli Stati Uniti sull'orlo del primo default della loro storia e alla parziale chiusura degli uffici e dei servizi pubblici federali, il cosiddetto shutdown. E poco importa se il tasso di disoccupazione è sceso a sorpresa al 7,2%, il livello più basso dal novembre del 2008. Gli unici ad accogliere favorevolmente gli ultimi dati del Dipartimento del Lavoro sembrano essere i mercati, con Wall Street in forte rialzo e l'indice S&P; 500 (quello delle 500 aziende a maggior capitalizzazione) che mette a segno un nuovo record, sopra i 1.750 punti. E si registrano valori massimi anche su alcune piazze del Vecchio Continente: Francoforte chiude al nuovo record di 8.947,46 punti (+0,90%) e Parigi vede i massimi di chiusura del 2013 a 4.295,43 punti (+0,43%). Bene Milano (+0,57%) e Londra (+0,62%) mentre chiude debole Madrid (-0,25%).