Conciliazione obbligatoria ma a Pavia non decolla
di Fabrizio Guerrini wPavia Liti di condominio, controversie su confini e diritti di passaggio, successioni ereditarie, affitto di aziende, risarcimento danni per responsabilità mediche, controversie su contratti assicurativi e bancari: la mediazione-conciliazione è tornata ad essere obbligatoria, dal 20 settembre scorso. Operativa nel 2010, era stata poi dichiarata solo facoltativa dalla Corte Costituzionale: da quel momento in poi i procedimenti si erano ridotti, così come le realtà autorizzate ad applicarla. Attualmente al ministero della Giustizia risultano registrate 12 realtà, in provincia di Pavia: Protoconciliare srl, Camera Conciliazione per la provincia, Camera di Conciliazione di Camera di Commercio, Società 645 (che però ha presentato disdetta), Odm Coa Pavia, Organismo di Conciliazione Forense, Adr mediazione Voghera(organismo dell'Ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili), Società Acb consulting, Fondazione Le Vele Pavia, Società Cna Interpreta, Società Mediazione legale, Associazione Geometri consulenti Tecnici. Proprio in questi giorni la Camera di Conciliazione di Camera Commercio, il cui responsabile è Stefano Gatti (coadiuvato da Maria Lucrezia Pagano) ha diffuso un primo bilancio sull'attività svolta. Su 166 procedimenti, 120 sono stati quelli di mediazione obbligatoria. Le materie più ricorrenti sono quelle riguardanti i diritti reali con 25 casi (sull'usocapione); locazione; risarcimento di danni da veicoli (22 casi). Sono in crescita le questioni mediche con 12 provvedimenti (divergenze su parcelle e terapie). Crescono, soprattutto, le vertenze con Banche e assicurazioni: 24 casi affrontati alla Camera di Commercio. Ma c'è una costante se la controparte è Banca e Assicurazione. «Si contestano acquisti di titoli che non erano stati concordati o questioni sulle intermediazioni – spiegano a Adr Voghera – ma Banche e assicurazioni fino ad ora non si sono mai presentate. Si precorrono così le vie tradizionali ». La mediazione è, insomma, obbligatoria, ma stenta a decollare. Nel rapporto camerale si fa presente come su 166 procedimenti solo 25 sono quelli coronati da successo, ovvero il 15 per cento. Ma per i fallimenti in ben 117 casi su 166 è perchè uno degli aderenti non si è presentato. «C'è ancora lavoro da fare per far assimilare lo spirito conciliativo – afferma Giacomo De Ghislanzoni, presidente camerale – ma i procedimenti chiusi con successo dimostrano che siamo sulla strada giusta». E per far«conciliare di più» la Camera attiva una promozione: servizio gratuito per imprese iscritte a associazioni «convenzionate» e per tariffe sui primi 5 scaglioni (controversie fino a 50mila euro). Il risparmio arriva fino a 400 euro più Iva.