Piazza Filiberto divide i pavesi

PAVIA C'è chi paragona piazza Emanuele Filiberto a uno svincolo autostradale. Chi definisce «atroci» i dislivelli tra asfalto e porfido. Chi si ferma a un «brutta», chi ha i confronti «un gran lavoro in piazza Minerva e alla stazione qui invece si è perso in eleganza e stile». Poi ci sono quelli che pensano al «prima», alle buche di due mesi fa. E tutto sommato quindi digerisce la nuova piazza. Che da ieri è stata restituita alla città e soprattutto alla prova traffico. Ieri mattina gli operai stavano ultimando alcune porzioni dei marciapiedi. Resta da finire l'asfaltatura. E alcuni punti critici già segnalati nelle settimane di cantiere non sono stati risolti: per esempio il dislivello fra l'asfalto e il porfido, soprattutto nel tratto che collega via Gilardelli a corso Cairoli. Un gradino pericoloso soprattutto per biciclette e moto. E i "gradini" ci sono anche tra l'asfalto e i tombini. Da finire anche le strisce pedonali di via Gilardelli: vanno asfaltate. Ieri l'anello interno della piazza non era ancora stato del tutto asfaltato. Un progetto quello di piazza Emanuele Filiberto partito dalla necessità di risolvere il problema buche, con una prima versione della piazza che doveva vedere alternarsi al porfido l'asfalto rosso e non nero come quello attuale. Criticati anche i tempi di chiusura della piazza con la protesta dei commercianti e i problemi di traffico, soprattutto alla ripresa delle lezioni scolastiche. Ora che i lavori sono praticamente finiti la piazza rivela il suo nuovo volto. Piacerà o no ai pavesi? Lo chiediamo con un sondaggio che trovate sul sito della Provincia Pavese. Ieri sera, a poche ore dall'avvio del sondaggio, avevano votato oltre 200 persone, con una prevalenza dei «no». (ma.br.)