"Lo sceicco bianco" apre la rassegna dedicata a Fellini
PAVIA Pavia Barocca propone una mini rassegna cinematografica in omaggio a Federico Fellini, e al suo cinema, in certa misura barocco, nel ventennale della scomparsa del grande artista. Tre gli appuntamenti, a cura di Jacopo Binazzi e presentati da Roberto Figazzolo, in programma, per altrettanti titoli, diversamente rappresentativi di tre momenti della parabola creativa del loro autore, nell'aula magna del collegio Ghislieri a Pavia Domani sera alle 20,30 sarà proiettato "Lo sceicco bianco", con Alberto Sordi, Giulietta Masina, Leopoldo Trieste, Brunella Bovo, Gina Mascetti, Fanny Marchio, Lilia Landi (per gentile concessione di Videodue); mercoledì 13 novembre, alle 20,30 ci sarà "8½",con Marcello Mastroianni, Claudia Cardinale, Anouk Aimée, Sandra Milo, Barbara Steele, Rossella Falk, Madeleine Lebeau (per gentile concessione di Mediaset), ultimo appuntamento mercoledì 27 novembre, sempre alle 20, 30 con "Ginger e Fred", con Marcello Mastroianni, Giulietta Masina, Franco Fabrizi, Frederick Ledenburg, Martin Maria Blau, Frederick Thun (per gentile concessione di Istituto Luce - Cinecittà). L'ingresso alle proiezioni è libero fino ad esaurimento dei posti disponibili Così Figazzolo descrive Fellini: «È il 1945. Un giovane alto, magro e allampanato, che viene da Rimini e si è appena stabilito a Roma, sta aiutando Roberto Rossellini a scrivere un film epocale per il nostro neorealismo: Roma città aperta. E, anche se di mestiere fa ancora il giornalista e disegna vignette e caricature per il «Marc'Aurelio», il suo rapporto col cinema non è poi così casuale, visto che continua l'anno dopo, sempre alla sceneggiatura, sempre con Rossellini, anche con Paisà. Stupiscono questi soggetti, così distanti dai temi che interessano il regista che sarà. Eppure certo bozzettismo, alcune situazioni ricordano da vicino una temperie, l'atmosfera, che si respirerà nei film che Federico Fellini si appresta a giurare». Ed è proprio la coregia del '51 con Lattuada di Luci del varietà che lo svela, chiarendolo appieno: al "provinciale" Fellini interessa l'umanità spicciola e ridicola, che gira intorno al "mondo dello spettacolo". Un universo patetico e illusorio, fatto di pailettes e lustrini, fatto di sentimenti (non sempre nobili) e di speranze (spesso disattese). Spiega ancora Figazzolo: «È il mondo "fotoromanzesco" caricaturale e fantastico de Lo sceicco bianco, sospeso tra comico e patetico, primo film del tutto suo del 1952. Rispecchia "cinematograficamente" quella inquietudine umana e artistica, che ritroviamo nel suo capolavoro autobiografico, 8½ del 1963. Chiude senza rimpianti anche se con dolore e lucidità il suo rapporto con la televisione che c'è (ma soprattutto che ci sarà) con il sospeso Ginger e Fred, 1985, testamento elegiaco e barocco di un'impaurita, tracotante, incerta nazione sospesa tra un passato, che non si vuol ricordare, e un futuro, che si immagina con spavento». Per ulteriori informazioni: 39 0382 3786266; info@ghislierimusica.org, www.ghislierimusica.org.