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di Marianna Bruschi wPAVIA Il Cardano scoppia. Al ritmo di quattro classi in più ogni anno non riesce a stare nella sede di via Verdi. «C'è la possibilità che si debbano fare i doppi turni, mattino e pomeriggio – spiega il preside Alberto Henin – se non riusciamo a trovare un altro modo per calmierare la domanda in aumento». Oggi il tecnico di via Verdi ha 70 classi e 72 aule a disposizione con 1628 studenti. Una sede principale e una succursale al suo fianco con una ventina di aule. Il boom è tra gli informatici (sei le prime quest'anno) e in totale 455 studenti. Il liceo tecnologico (quello che con la riforma Gelmini si chiama liceo delle scienze applicate) ha 409 iscritti e quattro prime. Così anche per i meccanici (332 iscritti totali). Tengono chimici ed elettronici (rispettivamente 229 e 203 iscritti sui 5 anni). I numeri calano in quinta. Il problema della scuola è quindi dove sistemare i bienni. «Non è facile – spiega il preside – sono le classi più numerose. Nella succursale che è un edificio di cartongesso ho messo le classi più tranquille». Le sezioni di informatica sono quelle più richieste, ma poi si dimezzano nel giro di 5 anni. «E' un indirizzo scelto spesso da chi non sa cosa fare – spiega Henin – molti si perdono o si accorgono che la scelta è sbagliata». Ma anche pensando a una riduzione delle classi (che comunque non è così drastica nel passaggio dalla prima alla seconda) il prossimo anno serviranno più aule. «Attuare i turni pomeridiani comporterebbe un orario dalle 14 alle 19 – spiega Henin – che è difficile per le linee dei pullman. Ma resta un'ipotesi, se non facciamo scappare i ragazzi con bocciature severe o se non stringiamo gli ingressi». Il progetto del campus scolastico al Ticinello non risolverebbe il problema del Cardano, innanzitutto per i tempi. Il preside ha proposto alla Provincia un'ipotesi di lavoro intermedia: ingrandire l'edificio secondario dell'Itis per ospitare l'Ipsia, così che il nuovo edificio da costruire in via Verdi potrebbe avere dimensioni ridotte. Ma l'ipotesi non sembra percorribile. Al piano terra ci sono quelle che vengono chiamate «aule bunker». Erano i vecchi spogliatoi, al posto delle finestre hanno delle aperture all'altezza del soffitto. Sono utilizzabili? «Quando io insegnavo al Cardano erano aule funzionanti, poi sono cambiati i rapporti volumetrici – spiega Henin – bisognerebbe abbassare le finestre. Ma ora abbiamo trasformato questi locali in aule di servizio e laboratori, questo non ci permette di tornare indietro». Al Cardano i numeri non danno molta possibilità di scelta: 72 locali a disposizione, 70 le classi. Non ci sono aule che "avanzano". Un anno di tempo per trovare una soluzione, prima di istituire i doppi turni. @mariannabruschi ©RIPRODUZIONE RISERVATA