Torremenapace si spopola «Così la frazione muore»
Monsignor Piero Castioni era arrivato come parroco a Torremenapace il 15 giugno del 2003. E' stato per 31 anni cappellano dell'Arma dei carabinieri: aveva portato assistenza spirituale ai carabinieri di Milano, Firenze, Roma e Torino, fino a diventare vicario episcopale per tutti i cappellani dei carabinieri d'Italia. Monsignor Castioni nel 2001 si era congedato con il grado di colonnello dei carabinieri, entrando nella diocesi di Tortona. Aveva celebrato il matrimonio del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa con Emanuela Setti Carraro, a Milano. Monsignor Castioni si è trasferito da alcune settimane a Basaluzzo, ospite di un nipote maresciallo dei carabinieri, ma mantiene sempre stretti contatti con i suoi parrocchiani di Torremenapace. VOGHERA Torremenapace si spopola e invecchia, emblema del disagio della periferia cittadina. Fino a 15 anni fa erano quasi 600 i residenti, c'erano due bar e due negozi, adesso la realtà è diversa. Unico punto di riferimento il negozio di generi alimentari gestito dalla famiglia Chiesa. «Anche noi ci saremo ancora per un anno poi andremo in pensione», anticipa la signora Rita sorridendo. Eppure la distanza dal centro di Torremenapace dalla stazione ferroviaria di Voghera è uguale al tratto partendo dal centro di Medassino. Da qualche settimana manca anche il parroco. «Monsignor Piero Castioni, che aveva seguito la nostra chiesa per tanti anni , si è trasferito a Basaluzzo, viene don Antonio della parrocchia del Duomo a dire messa – racconta Rita – Scarseggia anche il servizio di autobus perché non c'era più nessuno che li utilizzava». Pochi autobus e poche costruzioni negli ultimi anni, fino al 2006 fa funzionava il circolo Anspi, accanto alla chiesa, ma anche quello adesso è sparito. «Se non avessi il motorino non potrei frequentare nessun amico: ci sono pochi ragazzi, c'è il campetto dove ci troviamo d'estate e per il resto non c'è nulla», racconta Davide, un 16enne che frequenta il liceo classico a Voghera e entra nella bottega per prendere il pane. Di adolescenti ce ne sono circa una decina, vanno dai 12 ai 18 anni, poi chi prende la patente si muove. «Da tempo Torremenapace è finita nel dimenticatoio – spiega Luigino Chiesa, che con la sorella Rita è proprietario del negozio – Non essendoci più niente, la gente è abituata ad andare a Voghera». «Io sono di Torremenapace da cinque generazioni – dice Mauro Destefanis – e sono affezionato al mio paese, ma siamo un po' abbandonati: non c'è più niente». Eppure una bella struttura funzionante c'è: si tratta della scuola materna che ospita circa 45 bambini. «Ma non ce n'è neanche un bambino della frazione», sorride Destefanis. Rimane quindi il negozio di alimentari come punto di ritrovo della frazione. Interviene Lauretta Brochieri: «Io vivo a Cervesina e devo dire che è molto diverso, ma mio marito lavora a Torremenapace, quindi sono comoda a passare a fare la spesa: ci sono soltanto la strada e il negozio». E anche quando quello chiuderà i battenti la frazione diventerà «una cascina», secondo la signora Rita. Marco Quaglini