lo scontro politico

di Maria Berlinguer wROMA Dieci milioni di euro di risarcimento danni. E' questa la cifra che Francesca Pascale, fidanzata di Silvio Berlusconi, avrebbe intenzione di chiedere a Michelle Bonev per le «dichiarazioni diffamatorie» rilasciate dall'attrice bulgara a Michele Santoro. Ma la Bonev rilancia. «Non ho ricevuto alcuna querela ma sono pronta a sostenere la verità anche davanti ai magistrati come ho fatto a Servizio Pubblico», scrive sul suo blog la Bonev. Per ora l'unica certezza è quella del record di ascolti. Giovedì sera ad ascoltare le scottanti rivelazioni della Bonev sulla Pascale e sulla sua presunta omosessualità, c'erano un sacco di telespettatori, tanto che Servizio Pubblico ha avuto il 13% di share e due milioni e settecentomila telespettatori e picchi di ascolto di 3,3 milioni. Ma su Santoro e sulla Bonev non accenna a placarsi la polemica del Pdl e della Pascale. E questa volta in difesa della «ragazza del capo» e di Silvio Berlusconi non valgono le distinzioni tra falchi e colombe. In campo contro il "giornalismo spazzatura e da guardoni" sono scesi tutti i big del partito, da Angelino Alfgano a Maurizio Lupi, passando per Fitto e per Renato Brunetta. Ieri è stata la volta di Daniela Santanchè e di Renato Schifani. «A me questa Bonev mi sembra una persona disperata che forse non ha più niente, che non ha più un lavoro e che è disposta a qualsiasi cosa per recuperare lavoro e pubblicità: è veramente solo fango e mi dispiace che è una donna a metterlo in atto nei confronti di un'altra donna», dice Daniela Santanchè. «La trasmissione di Santoro ha toccato davvero il fondo: l'intervista della Bonev, creata ad arte, era pensata e finalizzata unicamente per gettare fango e discredito sul presidente Berlusconi» tuona Schifani. Il capogruppo Pdl al Senato chiede «se non sia opportuno l'intervento deciso dell'ordine professionale a tutela del pubblico e contro chi ha mandato in onda simili volgarità». Denuncia lo spirito giacobino della sinistra l'ex sindaco di Roma, Gianni Alemanno per il quale «non c'è limite alla volontà di vendetta politica e personale». La Pascale che ha seguito la trasmissione in diretta da palazzo Grazioli con molti fedelissimi del Cavaliere e con i direttori dei Tg Mediaset è ovviamente la più infuriata. E non solo per le rivelazioni sulle sue preferenze sessuali fatte dalla Bonev che ha raccontato di avere avuto con lei una relazione. Ma anche per i giudizi decisamente poco lusinghieri che il suo anziano fidanzato avrebbe fatto alla Bonev su di lei. Secondo l'attrice infatti Berlusconi avrebbe dipinto la Pascale come una donna crudele che lo starebbe ricattando. «Io e il presidente Berlusconi ci amiamo davvero, nessuno può pensare di infangare la nostra storia d'amore», si sarebbe sfogata con gli amici. Quanto a Berlusconi dicono che sia molto amareggiato, convinto che anche questo episodio è da leggere come opera della disinformazione che punta anche a colpirlo negli affetti pur di distruggerlo. L'ira della Pascale si materializza con le parole del suo legale. «Stiamo valutando in punto di diritto di agire anche con una richiesta di risarcimento di 10milioni di euro: le dichiarazioni di giovedì hanno aggravato la condotta diffamatoria e l'hanno amplificata», avverte Paola Rubini dello studio Ghedini. Ma se a caldo la Pascale aveva annunciato di voler chiedere conto oltre che alla Bonev anche a Santoro e a Umberto Cairo, proprietario de La7, e di voler devolvere i 10 milioni di euro alle case-famiglia di Napoli, ora i toni sono più pacati. «Vedremo, valuteremo, siamo dei difensori, siamo dei difensori molto accorti per cui agiamo solo quando siamo sicuri di non incorrere in sorprese», aggiunge il legale. ©RIPRODUZIONE RISERVATA