Facebook diventa più permissivo

ROMA Facebook diventa più permissivo con gli adolescenti, per non farli migrare verso altre piattaforme come Snapchat o Twitter, sempre più popolari tra i teenager. D'ora in poi gli utenti minorenni del social network in blu, al pari degli adulti, potranno scrivere post pubblici, visibili cioè anche agli iscritti che non fanno parte della loro cerchia di amici. Mossa che sta già scatenando polemiche negli Stati Uniti ma anche in Italia, dove il Moige è pronto a denunciare il social network al Garante della Privacy. Finora gli adolescenti fra i 13 e i 17 anni - in teoria i ragazzi con meno di 13 anni non possono iscriversi - potevano condividere stati d'animo, foto e altri contenuti sulla piattaforma solo con gli amici e con gli amici degli amici, opzione impostata di default. Da ieri, invece, la condivisione con i soli amici di Facebook sarà quella automatica per i post dei nuovi iscritti, ma tutti avranno anche la possibilità di optare se rendere visibili i propri messaggi a chiunque. In pratica, il social network dà la possibilità a tutti gli under 18 di rendere pubblico il proprio profilo come gli utenti adulti compresa l'opzione di avere i cosiddetti follower, cioè gli iscritti che non rientrano nella cerchia di amici ma che seguono i post pubblici. Il social network spiega che gli adolescenti sono tra gli utenti «più vivaci» e che le loro idee, il loro «impegno sociale» devono essere «ascoltati». E puntualizza che «le azioni saranno precedute sempre da una chiara e inequivocabile comunicazione del loro reale significato ogni qualvolta il minore decida di compierle» e che questa nuova opzione «darà loro la possibilità di condividere in modo più ampio, proprio come su altri servizi di social media». Twitter dà infatti la possibilità agli iscritti di impostare i propri tweet come protetti (visibili solo ai propri follower), ma in realtà l'opzione dei cinguettii pubblici è quella automatica e usata dai più.