Vernici nella roggia alla Certosa

di Giovanni Scarpa wGIUSSAGO Taniche, fusti di solventi e vernici gettati nella roggia dietro la Certosa, rifiuti abbandonati che spesso vengono addirittura lasciati accanto al muro di cinta del monastero, scarti di lavori edili lungo la strada. Tante, troppe discariche abusive e mai nessun colpevole. E poco personale per controllare un territorio vasto, da Giussago a Certosa fino a Borgarello. A lanciare l'allarme è il consigliere comunale (e componente della commissione ambiente del Comune) Alberto Lodroni. «Lungo la provinciale 148 (la cosiddetta "straiazza", ndr), nei pressi del monumento della Certosa di Pavia, nelle ultime settimane sono avvenuti diversi episodi di smaltimento illecito di rifiuti, specialmente taniche e fusti di solventi e vernici abbandonati lungo le rive della roggia Beccaria. L'altro pomeriggio c'è stato l'ultimo ritrovamento, circa una trentina di bidoncini, lasciate a metà fra la riva e il corso d'acque». Vernici e solventi, soprattutto, sono rifiuti altamente inquinanti e da smaltire seguendo la rigida normativa in quanto ritenuti pericolosi. Inutile sottolineare il danno che provocano se abbandonati nell'ambiente o addirittura gettati nelle rogge. «Il livello di guardia per quanto riguarda i rifiuti abbandonati è molto alto – prosegue Lodroni – potendo contare sugli operatori ecologici comunali e sui volontari della leva civica. Purtroppo si verificanoperò spesso situazioni fortemente a rischio per l'ambiente e i corsi d'acqua. Una delle aree più colpite è rappresentata dalla porzione di territorio attorno alla Certosa, con un rilevante danno anche all''immagine di questo monumento visitato ogni anno da decine di migliaia di turisti». Proprio questa primavera la commissione ambiente di Giussago aveva organizzato assieme ai volontari delle associazioni una mattinata ecologica per la pulizia delle rive e delle campagne alle spalle del monumento. «Questi episodi, purtroppo, vanificano gli sforzi della nostra amministrazione nel mantenere il decoro e la qualità dell'ambiente», conclude il consigliere componente della commissione ambiente. E i fatti gli danno ragione. Lo scorso anno furono appoggiati al muro della Certosa addirittura degli elettrodomestici. E non solo. A giugno di quest'anno, i carabinieri del Noe avevano sequestrato proprio a Certosa un'area di 100 metri quadrati che confinava con un'autofficina: all'interno erano stati trovati rifiuti , fusti e materiali ferrosi, accumulati in questo spazio invece che essere smaltiti come previsto dalla legge. ©RIPRODUZIONE RISERVATA