Ciao Beppe, voce e cuore di Voghera

di Carlo Gobbi wVOGHERA «Il suo scopo nella vita era far sorridere le persone, soprattutto quelle meno fortunate». A parlare è Claudia Buzzi, all'ingresso del teatro «Alle Grazie» di via Pietracqua, dove è stata allestita la camera ardente per papà Beppe, che si è spento l'altra notte a 86 anni. «Lui ha creato e voluto questo posto, ci ha passato la vita con il suo inseparabile amico Peppino Malacalza – continua Claudia – Ha vissuto per il teatro e la ferrovia, la sua passione e il suo lavoro». Al teatro dei Frati, accanto alla chiesa, in corso Rosselli, arrivano in tanti: amici e colleghi di lavoro (un pensionato ricorda: «Lavorare sui treni con lui era uno spasso»), vecchi allievi della scuola di teatro «Albino Battegazzore», insegnanti di scuole dove Beppe e Peppino avevano tenuto spettacoli e recite. Oggi, all'estremo saluto (alle 14,15 alla chiesa dei Frati, poi al cimitero cittadino), ci sarà anche la banda musicale di Voghera del maestro Garbarini («Gli ho detto di suonare musica allegra, papà avrebbe voluto così», si commuove Claudia), per l'ultimo omaggio a un pezzo di Voghera che se ne va. Del resto, l'aveva sempre detto: «Ai miei funerali voglio la banda, non deve esserci tristezza». Sempre in prima linea dove si poteva fare del bene, con gli spettacoli nelle case di riposo, nei pensionati, negli oratori, Beppe Buzzi avrebbe compiuto 87 anni il 3 novembre. Macchinista delle Ferrovie, ha lasciato la moglie Franca, le figlie Claudia e Gabriella, parenti e amici che lo rimpiangono. Al teatro-laboratorio dei Frati sono passati il ciclo di commedie di Gilberto Govi, spettacoli popolari come Gelindo, le riviste in dialetto vogherese firmate da Buzzi e Malacalza. «Ora più che mai – parla ancora Claudia – il teatro Alle Grazie entra in un silenzio artistico per dare spazio all'ultimo atto della vita di un grande attore, di un grande vogherese». I funerali saranno celebrati dal parroco di San Rocco, don Paolo Verri: il vescovo diocesano, monsignor Martino Canessa, sarà presente (impegni precedenti permettendo), ci saranno anche padre Cristoforo e padre Guglielmo del convento dei Frati, don Cristiano Orezzi, il parroco di Medassino (don Bruno Nobile) e altri sacerdoti. Ma ci saranno anche tantissimi vogheresi che gli hanno voluto bene e lo hanno apprezzato. Anche in occasione del ricovero in ospedale tre mesi fa, per la frattura del femore, sapeva far sorridere ammalati, infermieri, medici, «raccontando barzellette, aneddoti, storie di vita vogherese e oltrepadana». Con l'amministrazione Torriani, nel 2001, insieme a Malacalza, era stato nominato «sindaco per un giorno». La famiglia ha ringraziato «la Cri cittadina e l'instancabile Luigino Bassanese che con la sua quotidiana presenza gli ha portato sollievo e compagnia».