Casa di riposo, la prova dello sciopero
di Fabrizio Guerrini wGROPELLO Casa di riposo Sassi: venerdì si sciopera. Funzionerà così per i 95 ospiti: sarà garantita l'assistenza minima, ma alcuni di loro non potranno, forse, alzarsi dal letto o perlomeno non verranno aiutati a farlo. Dei 50 dipendenti, solo cinque dovrebbero, infatti, essere quelli precettati. Il braccio di ferro, che dura da mesi, tra sindacati e cda della Sassi (presieduto da Cesare Piccinini al suo secondo mandato dal dicembre scorso) arriva così al suo punto di maggior attrito. E, forse, non sarà l'ultimo. Una vertenza che ha due verità, con una premessa: la casa di riposo di Gropello non è sotto esame per qualità del servizio offerto. Anzi. Dipendenti e vertici fino ad ora, sono riusciti nell'intento di non far ricadere su famiglie e anziani ospiti i seri problemi di dialogo interno.o Venerdì, giorno di sciopero, sarà, per questo, un banco di prova anche verso l'esterno.La vertenza, aspra, parte dall'organizzazione del lavoro. Sotto la presidenza Piccini è stato accelerato il processo di «esternalizzazione», brutto termine che significa di fatto il portar fuori mansioni che prima erano svolte all'interno. Si è iniziato con le cucine. Arriva una coop e le cinque dipendenti devono essere ri-mansionate. Dalla scorsa estate altra scossa: la coop che si occupa di uno dei reparti viene inviata a svolgere i turni di notte. I dipendenti hanno da che ridire insieme ai sindacati: perdono gli incentivi per il lavoro notturno (100-120 euro a turno) e si trovano, sempre secondo i sindacati, a dover gestire carichi di lavoro più pesanti durante il giorno. L'esempio che viene fatto è di un reparto con due addetti che devono, dopo cena, entro le 20, mettere a letto 23 ospiti dovendo anche assicurare la pulizia delle salette. Senza dimenticare, si dice, come la struttura sia su due piani e, quindi, con ulteriori problemi logistici. Da parte propria, come ribadito dal presidente durante l'ultima assemblea, il cda della Sassi vuole proseguire nella politica di miglioramento del servizio e di riduzione dei costi di gestione senza caricare sulle rette. Non sono mancati, sempre durante l'assemblea, momenti di tensione. Il presidente avrebbe rimarcato (anche con colpo di microfono sul tavolo) la necessità dei nuovi turni. La casa di riposo funziona, si sta cercando di farla fuzionare meglio, è il succo del messaggio. I familiari hanno espresso perplessità sui cambi di personale durante le ore del giorno e della notte. Sullo sfondo le regole interne, i controlli, le indicazioni date al personale di non interloquire con i parenti: regolamenti che sono in vigore anche altrove, ma che però, a Gropello si caricano di altri significati. La «Sassi» deve ora affrontare la prova dello sciopero. Secondo i sindacati, in questo momento, mancherebbe un attore decisivo, ovvero il Comune. Il sindaco Giuseppe Chiari fino a ieri si sarebbe di fatto chiamato fuori. E venerdì, si sciopera.