Epifani tenta una mediazione con Renzi
ROMA Matteo Renzi, nonostante le polemiche, non arretra di un millimetro. E nel suo tour (ieri a Bolzano e Verona) ribadisce tutte le sue perplessità sull'amnistia (è una misura «diseducativa») così come la necessità di intervenire al più presto sulla legge elettorale. Due temi che, però, fanno discutere nel partito. Tanto che Guglielmo Epifani è sceso in campo in prima persona per evitare strappi. Le acque, in effetti, con la partita congressuale alle porte, restano agitate. Il sindaco ex rottamatore continua a fare la sua partita («Non sto in fila come al supermercato») e i suoi avversari lo accusano di pensare più a Palazzo Chigi che al Pd. «Il nostro congresso non può diventare un avviso di sfratto al premier», dice Beppe Fioroni, che invita Renzi a proporre la presidenza dei Dem a Enrico Letta. Il tutto mentre viene ufficializzata la spaccatura a metà dei gruppi parlamentari Dem, con 165 tra deputati e senatori che sottoscrivono a sostegno della candidatura di Gianni Cuperlo. Una situazione complicata, con diversi temi caldi all'attenzione del Parlamento a partire dalla legge di stabilità, tema sul quale Epifani è al lavoro da tempo. L'obiettivo del segretario è di fare squadra: ieri ne ha discusso in una riunione alla sede del Pd con il ministro per i Rapporti con il Parlamento Dario Franceschini, il viceministro all'Economia, Stefano Fassina e il responsabile economico del Pd Matteo Colaninno. I Dem vogliono ottenere un allentamento del patto di stabilità e impedire eventuali tagli sul fronte della sanità. Ma sono diversi i fronti aperti. A partire da quello della legge elettorale (con Roberto Giachetti che continua il suo sciopero della fame e fa proseliti sul web) sul quale si rischia un pesante scontro all'interno del partito. Renzi e i suoi, infatti, temono che dietro al modello "ispanico" del quale si è parlato nei giorni scorsi si nasconda un trappolone volto a bloccare la sua corsa approvando con un sistema fortemente proporzionale che con ogni probabilità riproporrebbe il copione delle larghe intese. Sul tena della riforma elettorale, oggi al Pd ci sarà un incontro con Epifani, i capigruppo di Camera e Senato e con gli esponenti delle varie anime del partito: obiettivo, evitare tensioni nella riunione del gruppo parlamentare del Senato che si terrà sempre oggi sulla legge elettorale. E non manca chi, dopo la sua uscita a Bari, chiede al sindaco di Firenze di uscire allo scoperto: «Bisogna che Renzi - avverte Alfredo D'Attorre, bersaniano e responsabile riforme Pd - si pronunci da subito su come trovare un accordo al Senato perché lì va fatta la riforma o con il Pdl o con il Movimento 5 Stelle altrimenti non c'è maggioranza».