Valle, a processo per le botte ieri in aula i primi testimoni
VALLE SALIMBENE «Si, più volte siamo intervenuti in quella casa e abbiamo trovato la vittima in lacrime». Lo hanno dichiarato ieri mattina in tribunale i carabinieri che avevano avuto la possibilità di entrare nella villetta abitata dalle due donne subito dopo la chiamata dei vicini, allarmati dalle urla e dagli strepiti che provenivano dalla casa. A processo, per maltrattamenti, c'è una donna di 62 anni di Valle Salimbene. E' accusata di avere procurato alla sorella di 65 anni, disabile, affetta da un handicap mentale, violenze fisiche e psicologiche. Di averla mandata in ospedale, in almeno due occasioni, come dicono i referti medici, con il volto tumefatto e gli occhi pesti, e di averla chiusa più volte sotto chiave in camera da letto, perché non uscisse e la smettesse di lamentarsi. Il processo dovrà stabilire la verità sulle accuse. E per questo davanti al giudice Luigi Riganti, che ha rinviato il procedimento all'8 di luglio, comparirà come testimone anche il sindaco di Valle Salimbene, Daniela Gatti Comini, che aveva seguito il caso. Ìl giudice Riganti ha anche anticipato l'intenzione di sottoporre l'imputata e la persona offesa a una visita psichiatrica. L'obiettivo è quello di approfondire la storia e la vicenda personale delle due sorelle. (m. fio.)