Lite su biglietto vincente Nonna in aula «Spetta a me»

PAVIA «E' stata mia nipote, dopo aver visto il biglietto, a urlare: "Nonna, hai vinto!". Per due giorni né lei né il suo fidanzato hanno fatto discussioni sulla proprietà del biglietto, che è sempre stato mio». Maria Luigia Prina, 84 anni di Pavia, lo ha ribadito ancora ieri mattina in tribunale, dopo cinque anni. Tanto tempo è passato da quando, al Carrefour, fu venduto un biglietto vincente da 500mila euro. Un biglietto che, dopo cinque anni, è ancora al centro di una contesa tra la donna e i suoi nipoti. La lite è approdata in tribunale, dove Prina deve rispondere di appropriazione indebita. Per l'accusa, in altre parole, si sarebbe impossessata del tagliando vincente, acquistato il 16 maggio 2009 al Carrefour sulla Vigentina, senza averne diritto. Contro l'anziana si sono costituiti parte civile, con l'avvocato Ettore Zannini, la nipote, insieme alla madre, al fidanzato e al padre di lui. Il processo, che si sta svolgendo davanti al giudice Luigi Riganti, sta tentando di ricostruire i fatti di quel 16 maggio 2009. Quando, dopo la spesa al Carrefour, la nipote di Maria Prina, Isabella Montemezzani, di 21 anni, e il fidanzato Nicolas Gaffuri, acquistarono il biglietto vincente. Chi decise di comprarlo? Con quali soldi? Attorno a questo interrogativo si gioca buona parte del dibattimento. Fatto sta che, dopo avere grattato il biglietto e scoperto che sotto la patina argentata si nascondeva una bella fortuna, la nonna lo avrebbe reclamato come proprio. I due ragazzi, invece, dicono di avere avuto i soldi dai propri genitori, quindi il tagliando spetterebbe a loro. Una lite che dura da anni e che ha diviso due famiglie. Ieri mattina è stata sentita l'imputata, che ha sostenuto che i nipoti, per i due giorni successivi all'acquisto del biglietto vincente, non ne misero in discussione la proprietà. (m. fio.)