Osteria del collegio Nel Pgt c'è la «sanatoria»

L'ultimo controllo, i vigili urbani lo hanno effettuato un paio di settimane fa. I clienti che uscivano, dopo cena, dal ristorante di via Luigi Porta, venivano avvicinati da persone in borghese che si qualificavano come agenti di polizia locale. Gli operanti chiedevano agli avventori se rientrassero nelle categorie per le quali fu rilasciata l'autorizzazione, ossia studenti, docenti, ricercatori o personale legato al collegio. A fare scattare i controlli, pare sia stata (come in passato) un'attività di pubblicizzazione del locale, che proponeva un menù particolarmente raffinato. Per questo la polizia locale ha deciso di verificare la conformità tra attività autorizzata ed eseguita. di Fabrizio Merli w PAVIA Mentre i vigili urbani controllano il rispetto delle regole da parte dell'Osteria del collegio, l'amministrazione comunale inserisce nel Piano di governo del territorio una norma che potrebbe funzionare da "sanatoria" nel caso specifico. La storia è quella del ristorante realizzato, in via Luigi Porta, all'interno del complesso che ospita il collegio universitario cardinal Riboldi e il centro di ricerca sui terremoti Eucentre. Già lo scorso mese di giugno, insospettiti per alcune pubblicità sui giornali, i funzionari del Comune avevano inviato un'ispezione: a loro, infatti, risultava che l'Osteria, ricavata nelle vecchie ghiacciaie del palazzo, dovesse funzionare come una specie di mensa universitaria. Fornire pasti, insomma, a studenti, docenti, personale universitario in visita a Pavia e, in particolare, al collegio. Una destinazione differente dal ristorante esclusivo che, invece, veniva gestito. I titolari dell'attività (diversi dal proprietario dell'immobile) si erano rivolti a un legale, l'avvocato Marco Casali, e avevano avvìato un carteggio con il Suap (lo Sportello unico per le attività produttive) per trovare una soluzione. Nel frattempo, però, è intervenuto un nuovo elemento. Il 15 luglio, infatti, il Consiglio comunale di Pavia ha approvato il Piao di governo del territorio, ovvero quello che, dopo la pubblicazione sul bollettino ufficiale della Regione, sarà a tutti gli effetti il nuovo piano regolatore. Nel piano dei servizi, uno dei documenti che costituiscono il Pgt, c'è una regola che, in estrema sintesi, prevede per la categoria dei "servizi" di destinare il 10 per cento della superficie a finalità commerciali. Una previsione che si potrà applicare benissimo all'Osteria, consentendole di trasformarsi a tutti gli effetti in un esercizio commerciale (dopo avere eventualmente versato degli oneri al Comune) e di superare l'equivoco sulla qualifica dei clienti. A quel punto, insomma, il locale sarà un ristorante a tutti gli effetti e non sarà più in discussione se debba somministrare alimenti e bevande solo a studenti, docenti e visitatori del collegio oppure a qualsiasi cliente si presenti per la cena. A confermarlo, pur se con alcuni "distinguo" è l'assessore all'urbanistica, Marco Bellaviti: «Il Piano ha previsto la destinazione di una percentuale a finalità commerciale e, se parliamo dell'Osteria del collegio, fatte salve la valutazioni degli uffici credo che dovrebbe rientrare a pieno in questa disposizione». Alla domanda se la disposizione non abbia il suono di una sanatoria, l'assessore aggiunge: «Il Pgt vale per tutto il territorio comunale, non fa riferimento a specifiche situazioni. E comunque, per dare un commento politico, credo che in questo momento di crisi, compito dell'amministrazione sia porre le basi per favorire il più possibile lo sviluppo». Sul versante dell'opposizione, invece, Massimo Depaoli (Partito democratico) commenta: «In commissione territorio, la giustificazione che fu data a questa norma era di agevolare gli artigiani che si sarebbero insediati in zone come il bivio Vela e avrebbero potuto, in questo modo, essere più competitivi. Francamente, non abbiamo pensato a situazioni specifiche, come ad esempio quella dell'Osteria del collegio in via Porta. Certo, questo risvolto meriterebbe una riflessione».