Alla mensa di ingegneria decisi 32 licenziamenti

Il Gruppo Pacchiarotti, con sede a Belgioioso, comprende Pacchiarotti spa, ovvero la storica ditta di costruzioni, l'immobiliare Pentax, Unigest e Unisport che gestiscono mensa della Nave e strutture del campus universitario, Campus Aquae e Gcs. Dopo un anno di cassa integrazione straordinaria e altra cassa integrazione ordinaria, la Gcs di Belgioioso ha chiesto il concordato preventivo: il giudice deve decidere se l'azienda, che conta 30 dipendenti, si può risanare e dopo aver soddisfatto i creditori, salvarsi. Gcs offre servizi informatici e software alla pubblica amministrazione, dal sistema per gestire le multe all'albo pretorio, dalla gestione del patrimonio immobiliare e del personale alla polizia locale e in questi anni ha scontato i ritardi nei pagamenti degli enti pubblici. La crisi dell'edilizia, che imperversa ormai da cinque anni in provincia (l'occupazione nel settore è tornata infatti ai livelli del 1999) ha colpito anche l'impresa edile Pacchiarotti Spa che ha chiesto il concordato preventivo: la storica impresa fondata duecento anni fa da Cesare Pacchiarotti ha presentato al tribunale di Pavia i documenti per accedere alla procedura concorsuale per cercare di superare la crisi. Un mese fa, invece, l'imprenditore aveva parlato di Campus aquae in una conferenza stampa: sta valutando di chiedere all'ateneo una proroga di 10 anni per la gestione della struttura oltre i 30 già concordati per riuscire a chiudere l'investimento da 43 milioni di euro in positivo al termine del periodo. di Anna Ghezzi wPAVIA Una procedura di licenziamento collettivo per i 32 dipendenti della mensa di via Ferrata a servizio delle facoltà di Ingegneria, Scienze della terra, Matematica e delle cliniche Maugeri e Mondino, per cui funge da centro cottura. La lettera è stata inviata dalla Unisport del Gruppo Pacchiarotti ai sindacati e all'Arifl, in Regione, mercoledì scorso, e giovedì c'è stato un incontro tra l'azienda e i sindacati Filcams Cgil e Fisascat Cisl. Venerdì prossimo sarà convocata l'assemblea dei dipendenti. Al momento ai sindacati è stato riferito che non si sa se si riuscirà ad arrivare a fine anno, ma l'azienda preferisce non rilasciare dichiarazioni. «Noi non firmeremo nessun accordo di questo genere, aspettiamo la convocazione in Arifl», afferma Lorena Bini, segretario Filcams Cgil, la federazione che si occupa di commercio, servizi e turismo. La mensa, quattrocento posti, 1430 metri quadri e 890 metri quadri di cucina, serve oltre 110mila pasti agli studenti ogni anno. Progettato per servirne tra i 3 e i 4mila al giorno, era stato il primo edificio terminato del mega piano Unisport Campus al Polo Cravino, ideato e realizzato da Unisport Spa di Belgioioso del Gruppo Pacchiarotti. La mensa situata tra la Nave, Maugeri e Mondino, con il tetto a pannelli solari e le "isole" di cibo, era stata inaugurata nel settembre 2008 dopo un anno di lavori. Un progetto da circa 6 milioni di euro, finanziato con 4 milioni di euro dalla Regione. Unisport conta 66 dipendenti. «La procedura riguarda esclusivamente l'unità produttiva della mensa – spiega Bini – e tutto il personale ivi impiegato. Cuochi, addetti alla mensa, cassieri. Da mesi incontravamo l'azienda perché c'erano delle difficoltà, ma la procedura di mobilità è una novità». L'azienda ha sostenuto con i rappresentanti dei lavoratori che l'appalto sarebbe diventato di difficile gestione. In questi mesi ha cercato di reagire attraverso due canali: da un lato cercando un "compratore" o un nuovo socio da introdurre nella gestione. Dall'altro lato rivolgendosi alle banche per aprire canali di finanziamento. Possibilità che però, secondo i sindacati, sarebbe sfumata proprio in questi giorni. «L'azienda finora non ha avuto problemi nei pagamenti – riprende la sindacalista –, non è in liquidazione né ha fatto richiesta di concordato preventivo. Sarebbe disposta ad attivare la cassa integrazione nel caso in cui arrivi in compratore e non possa assorbire tutto il personale, e sappiamo che ci sono state dichiarazioni d'interesse ma nulla di concreto». Anche perché altrimenti, la procedura sarebbe stata quella della cessione o dell'affitto di ramo d'azienda, con le previste tutele per il personale. La mensa sorge su un terreno dell'ateneo ed è convenzionata con l'Edisu, l'ente per il diritto allo studio attualmente presieduto da Paolo Benazzo. La convenzione è stata rinnovata per altri 5 anni proprio l'anno scorso: in pratica l'università paga la differenza tra quanto pagato dagli studenti e il prezzo del pasto. Dall'ateneo giungono comunque voci tranquillizzanti, riguardo alla possibilità di una subconcessione che metterebbe al riparo il servizio mensa, anche se non i dipendenti, qualora proseguisse la procedura di licenziamento collettivo. Ma dalle facoltà arrivano i primi timori: «Speriamo che non si arrivi alla chiusura della mensa – afferma il preside di Ingegneria Carlo Ciaponi – sarebbe un disagio pesante per l'intera zona».