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PAVIA Il sigillo del notaio non è stato rubato nPer conto del notaio dott.ssa Monica Di Giorgi, in relazione all'articolo apparso nell'edizione di ieri della Provincia Pavese, rettifico il passo dove si afferma che il furto di cui si dà notizia avrebbe avuto ad oggetto anche il sigillo notarile, il che non risponde al vero. Poichè il possesso del sigillo costituisce presupposto indefettibile per l'esercizio della professione notarile, la notizia sta generando comprensibile preoccupazione e disorientamento nella clientela. Ma nessuna interruzione nè sospensione è derivata e deriverà a seguito dell'episodio in questione all'attività professionale del notaio Di Giorgi. avv. Alberto Maggi voghera Troppa confusione per la viabilità nSorge il legittimo sospetto che l'amministrazione vogherese ignori il concetto di quotidianità. Ce n'eravamo già accorti con la disorganizzazione della raccolta differenziata porta a porta che non ha previsto un percorso nel tempo in cui abituare i vogheresi alle nuove modalità. Ce ne accorgiamo ulteriormente in tema di viabilità. A Voghera, invece, è dal 1997 che le amministrazioni giocano coi sensi unici e i parcheggi, i semafori e le rotonde, cercando di accontentare oggi gli uni e domani gli altri e, puntualmente, senza mai portare a casa il minimo risultato: nè in termini di utilità nè in termini di consenso. Nel progetto per il finanziamento da Regione Lombardia leggiamo ancora delle cosiddette "isole salvapedoni"; quelle piazzate in via Don Minzoni hanno, per esempio, decretato la fine di arredamento urbano o dehors fissi in via Emilia, poichè ogni anno è previsto il passaggio della Milano-Sanremo. In viale Montebello all'intersezione con via Meucci i divieti di svolta sono stati applicati, poi tolti, poi riapplicati: il risultato è che gli incidenti non cessano di verificarsi; nel progetto si legge della realizzazione di una rotonda, come se lì ci fosse lo spazio per farla. Almeno per piazza San Bovo, dopo la ridicola parentesi delle garitte, vediamo l'ipotesi di un parco giochi e l'ampliamento del parcheggio davanti alla posta centrale, come previsto dal programma del Movimento Voghera Cinque Stelle. Si spera che gli assessori ne traggano spunto anche per realizzare il progetto senza abbattere nessuno degli alberi presenti. Ivan Bernini Lampedusa Fatti, non parole per i migranti nDa Lampedusa ancora vento di tragedia e parole al vento. Questa volta le vittime sono state centinaia, e si è riaperta una ferita mai rimarginata. Ma ora l'Italia, lasciata sola dall'Europa, deve continuare ad affrontare l'arrivo o il transito di migliaia di profughi verso altri stati? Un'impresa ciclopica, complessa e costosa, che deve andare oltre la vergogna e il lutto nazionale. Parole al vento? La politica si è stracciata le vesti e il presidente della Repubblica ha auspicato la revisione della normativa circa l'asilo politico. Parole al vento? Dove ospitare i profughi (uomini, donne e bambini) che stanno anche ora arrivando a ondate in Italia? Dove si pensa di reperire il vitto e l'alloggio per almeno sei mesi? E chi darà lavoro a queste persone? Se non c'è una risposta a queste domande, di cosa stiamo parlando? Parole al vento? E che dire al responsabile dell'Ufficio migranti della diocesi di Pavia che domenica 6 ottobre, in questa pagina, ha declinato solo uno spot pubblicitario di bei sentimenti e di pie esortazioni? Cosa significa che «la Chiesa pavese da sempre è vicina alle persone immigrate?». Negli ultimi dieci anni quante abitazioni sono state messe a disposizione? Quanti posti di lavoro sono stati offerti? Numeri, cifre, rev.do don Penna! Non è più sufficiente il pacco quindicinale di viveri o il vestiario scartato dagli altri! Non è questa la strada del vangelo e non è questa l'andatura della solidarietà. Parole al vento? don Francesco Cervio parroco Albonese suicidi Una riflessione sulla fine di Lizzani nLa morte suicida di Carlo Lizzani mi porta a una riflessione sul fine ultimo della vita. Perché un uomo colto, intelligente, vivace, pieno di fantasia e di immaginazione giunge alla decisione di togliersi la vita ? Un suicidio impressiona sempre, ha la forza di confonderci perché le domande che pone sono più delle domande cui risponde. Viviamo calati in dinamiche distorte che premiano solo gli attivi, gli scattanti, in una parola i giovani, e tendono a relegare ai margini chi è stanco di competere. Chi è avanti con gli anni, per vivere meglio, dovrebbe smetterla con atteggiamenti giovanilistici che alla fine si ritorcono contro, accettare i deficit e quella "diversa normalità" che altri non vogliono né vedere né includere. Una presa di coscienza antitetica rispetto al suicidio, un recupero di autostima che assecondi ritmi più dolci di vita! Aldo Lazzari