OltreVoghe, è Celori il nuovo che avanza

VOGHERA Il giovane Matteo Celori in uno stadio da grandi. Il laterale classe 1996 domani al Mari sarà alla prima vera esperienza in uno stadio con un tifo caldo, che per parecchi anni ha ospitato gare dei professionisti. La gara con l'OltrepoVoghe coincide con il ritorno del Legnano sul proprio campo dopo che nelle prime gare la squadra era emigrata a Rescaldina e a Cerro Maggiore. La società ha organizzato per la partita di domani che tutti i ragazzi delle giovanili (vestiti con la divisa ufficiale) assistano al match, mentre la squadra in campo indosserà per la prima volta la nuova divisa ufficiale. «Sono tranquillo, è una gara come le altre – dice Celori – fa piacere giocare davanti a tanta gente, non ho nessun timore». Lo scorso anno all'età di 16 anni venne lanciato in prima squadra: l'impatto fu difficile per un adolescente che si trovava a confrontarsi con uno spogliatoio di adulti. La difficoltà principale fu tecnica: schierato terzino sinistro, in precedenza aveva sempre giocato centrocampista centrale. «All'inizio ho fatto molta fatica, non avevo mai coperto quel ruolo. Rispetto all'anno scorso, la rosa era più ristretta, quest'anno bisogna guadagnarsi il posto». Fin ad ora Visca ha dato fiducia al giovane che frequenta l'istituto superiore di ragioneria a Stradella e considera il calcio ancora come un divertimento. «Se dovessi giocare in categorie superiori sarei contento, ma senza un diploma non si va comunque da nessuna parte». Domani in campo è facile presumere che sarà preso di mira da un giocatore navigato in categoria come Anzano, capocannoniere avversario con 4 reti. Anche l'anno scorso con l'Inveruno Broggini puntò il mirino sul giovane laterale. «I compagni mi hanno avvertito che il Legnano ha giocatori esperti di categoria, di stare attento ad Anzano: è molto probabile che giocherà su di me. Mi è già successo con Broggini, avevo fatto fatica perché è molto forte», dice Celori che nelle ultime gare ha avuto un rendimento altalenante: con l'Union Villa Cassano nei primi 20' Berton era riuscito spesso a scappare sulla sinistra. Il ragazzo sta portando avanti il percorso di adattamento a giocare in fascia rispetto alla zona centrale di centrocampo. Vicino a lui c'è capitan Balestra, vent'anni di differenza tra i due. «Mi consiglia e mi sprona, fare il fuorigioco non è facile: con il Trezzano e con il Vigevano non sono salito in tempo e abbiamo preso gol. Con il Legnano sono tranquillo», conclude il giovane che tre anni aveva sfiorato la chance di passare alle giovanili della Sampdoria o dell'Atalanta. Marco Quaglini