Anna Maria al lavoro in silenzio

BOLOGNA Assediata da una ressa di telecamere, Anna Maria Franzoni ha lasciato ieri il carcere di Bologna per la sua prima giornata di lavoro esterno. Condannata per l'omicidio di Samuele Lorenzi, il figlioletto di tre anni ucciso nella villetta di Cogne la mattina del 30 gennaio 2002, è arrivata alla parrocchia di Sant'Antonio da Padova in via Dozza, dove ha sede la coop sociale presso cui lavora, a bordo di una Panda guidata da un volontario. E durissimo è stato lo sfogo di don Giovanni Nicolini, il parroco, che se l'è presa con i giornalisti e i fotografi accampati dall'alba. «Sono inorridito per la banalità e gravità della cosa», ha detto. La giornata della Franzoni, rimasta in silenzio di fronte ai media, è stata scandita da qualche ora di attività nel laboratorio di cucito cui è stata assegnata, dal pranzo con i volontari della cooperativa «Sono qua» e poi dalla visita dei familiari che non l'hanno mai abbandonata. A lungo, nel pomeriggio, è rimasto con lei il marito Stefano, arrivato in auto assieme a una signora anziana e tre ragazzini tra i quali si ipotizza ci fossero gli altri due figli della coppia: Davide, il maggiore, e Gioele, nato invece dopo il drammatico omicidio di Samuele.