Prandelli: «Pari giusto siamo vulnerabili se pensiamo a difendere»
di Valentino Beccari Febbre diplomatica, febbre d'amore, febbre da raffreddamento. Difficile interpretare il forfait di Mario Balotelli che all'austera tribuna dello stadio Parken di Copenaghen preferisce il piumino dell'albergo a cinque stelle per "twittare" il suo amore eterno a Fanny. Voleva restare a Milano Supermario a curarsi quel fastidio muscolare così minimalista che lo staff medico non ha individuato nemmeno con l'ecografia. Prandelli invece lo ha voluto al seguito della squadra per fare gruppo, l'attaccante ha obbedito ma ecco nelle ore prima del match un virus sinistro si insinua nella suite 125 dell'hotel del centro che ospita gli azzurri. Male di stagione o ultima balotellata della serie? Don Cesare, per ora porge l'altra guancia e perdona per l'ennesima volta il figliol prodigo. «Balotelli deve staccarsi dai suoi problemi – afferma il ct – e uscire dal personaggio. Un Mondiale senza di lui è impensabile: è preparato, motivato e andare a giocare in Brasile è il suo sogno». Insomma Prandelli crede (o fa finta) alla tesi dell'influenza. «Mario non sta bene ma non è niente di grave e martedì contro l'Armenia ci sarà. È una partita dura e noi vogliamo chiudere il girone imbattuti ed essere certi della testa di serie». Imbattuti come a Copenaghen contro una Danimarca che ha smesso di credere alle favole nel recupero con il fortunato gol del pareggio di Aquilani. E pensare che Andersen, il più grande autore di fiabe di tutti i tempi è nato da queste parti. «Ma secondo me non abbiamo fatto male – prosegue il ct – palleggiando a tratti anche bene. Abbiamo sofferto un po' troppo nella ripresa quando ci siamo preoccupati di difendere e la nostra è una squadra che deve fare gioco e non subire quello altrui». Balotelli occupa il centro della scena anche quando non c'è. È il destino delle rockstar. Una rockstar lo è anche Osvaldo che ama il grunge dei Pearl Jam ed è più tatuato del cantante dei Red Hot Chili Peppers e che mette la firma sul pareggio con la Danimarca con una rete e un quasi gol. «Ho disputato una buona partita – afferma l'ex romanista – in questo momento sono sereno e va tutto bene». Il gol va attribuito però ad Aquilani. «Il calcio è così – dichiara il centrocampista della Fiorentina – certe volte vinci e a volte perdi al novantesimo. Osvaldo è stato bravo a mirare il mio ginocchio ma la rete è tutta mia». ©RIPRODUZIONE RISERVATA