Alitalia, sì all'aumento di capitale

di Andrea Di Stefano wROMA «Abbiamo deliberato l'aumento di capitale, secondo il piano». La conferma è arrivata da uno dei consiglieri di Alitalia, Maurizio Traglio. Uscendo dal cda ha confermato che tutti i componenti hanno dato il via libera all'aumento da 300 milioni. Quindi per l'ex compagnia di bandiera si preannuncia un importante intervento di ricapitalizzazione coperto da Poste Italiane con almeno 75 milioni di euro. Ma, come ha sottolineato il governo non sarà una rinazionalizzazione. Ieri l'ad di Poste è stato costretto a sottolineare che l'investimento non ha alcuna connessione con il risparmio postale: «Le risorse finanziarie saranno reperite esclusivamente dalla liquidità disponibile, cioè dai ricavi delle attività industriali e di servizio del Gruppo, servizi postali, telefonia, servizi digitali», ha spiegato Sarmi. «Non può invece essere utilizzata alcuna risorsa proveniente né da conti correnti postali (investiti in titoli di stato) né da Buoni e Libretti Postali emessi da Cdp». Lunedì alle 17 è già convocata a Roma l'assemblea dei soci Alitalia, che dovrà deliberare l'aumento di capitale indispensabile per non sospendere l'attività operativa dato che la compagnia perde 1,2 milioni di euro al giorno e ha quasi un miliardo di debiti contratti in soli cinque anni. Eni, che deve ricevere da Alitalia 100 milioni di euro relativi ai rifornimenti di carburante, di cui 60 milioni garantiti, esclude qualsiasi partecipazione: «Se ci verranno fornite garanzie sulla continuità, Alitalia sarà considerata un cliente come gli altri». L'intervento di Poste ha suscitato una vera e propria bufera politica e un intervento chiaro della commissione Ue: «Alitalia può ricevere aiuti - ha detto il portavoce del commissario alla Concorrenza Joaquín Almunia - a condizione che le regole sugli aiuti ai salvataggi e alle ristrutturazioni aziendali siano rispettate». Sulla vicenda Alitalia ieri sono arrivate le bordate di Carlo De Benedetti: «Sconvolgenti ma non sorprendenti le parole di Passera. Certo c'è stata la crisi da noi come altrove ma la combinazione tra il marketing elettorale di Berlusconi e il marketing politico di Passera si è dimostrata disastrosa per tutti meno che per loro», ha affermato Carlo De Benedetti precisando che «più di 5 miliardi del denaro dei contribuenti è stato bruciato sull'altare delle ambizioni personali». ©RIPRODUZIONE RISERVATA