Mortarese in cella «Ha ucciso barista»

di Anna Mangiarotti wMORTARA Ha ucciso a colpi di pistola il gestore di un locale in provincia di Bergamo, durante una rapina finita male. Luigi La Gioiosa, 48 anni, residente a Mortara con moglie e due figli, è stato arrestato l'altra mattina dai carabinieri. Un complice era già in cella, altri due uomini sono ricercati: un quinto componente della banda è morto folgorato pochi giorni fa, mentre cercava di rubare cavi di rame. Si è conclusa la prima fase delle indagini sull'omicidio del 12 gennaio scorso al discobar Coconut di Cortenuova. Determinanti le intercettazioni successive a un controllo effettuato dai carabinieri di Vigevano: avevano intercettato in città e denunciato alcuni componenti della banda, trovati con una pistola giocattolo e un falso distintivo della polizia. Spaventati, avevano iniziato a parlare troppo al telefono. Si spacciavano per poliziotti in borghese e cercavano di rapinare chi aveva droga in tutta la Lombardia. Nel locale della Bassa bergamasca, il gestore Mohammed Ammerti, marocchino di 47 anni esperto di arti marziali, aveva tentato una reazione impugnando una scopa, ma era stato ucciso a colpi di pistola. In cella sono finiti prima Raimond Koxhaj, 30 anni, albanese, residente a Magenta, e poi quello che viene ritenuto l'esecutore materiale dell'omicidio, appunto Luigi La Gioiosa. Luigi Assandri, 28 anni, di Sedriano, è morto il 29 settembre, folgorato mentre cercava di rubare rame da una cabina elettrica a Inveruno, nel Milanese. Due marocchini - Nabil Mussali e Ali Hussi, domiciliati a Rozzano e Milano -, ritenuti i basisti, sono tuttora ricercati. A fare irruzione nel locale la sera del delitto erano stati Luigi La Gioiosa, l'albanese, l'altro italiano e un sesto bandito che ha collaborato con gli investigatori ed è da tempo ai domiciliari. Era stato esploso un colpo di fucile sul soffitto per intimidire dei clienti. Dal retro era però arrivato il gestore che aveva tentato di cacciare i rapinatori. Allora La Gioiosa gli aveva sparato tre colpi di pistola calibro 7,65. Le indagini erano partite dai telefonini. Dalle intercettazioni si viene a sapere anche di un colpo progettato in provincia di Pavia, sventato dai carabinieri, e soprattutto si parla del delitto.