Prandelli: c'è da divertirsi in Danimarca
di Pietro Oleotto Niente biscotti a colazione stamattina al Marriott sulla Kalvebod Brygge, quartier generale degli azzurri a Copenhagen. Da queste parti hanno il terrore che qualcuno in Italia si ricordi di cosa combinarono i danesi nell'Europeo portoghese del 2004, quando il Trap in panchina spargeva acqua santa sull'erba a Guimarães, nella speranza che, a Oporto, Danimarca e Svezia non si mettessero d'accordo per un pareggio sul 2-2. Alla fine gli scandinavi sfonarono un "biscotto" amaro per la Nazionale, tanto da sentirsi in colpa a quasi dieci anni di distanza: stasera (calcio d'inizio alle 20.15) all'inossidabile ct Morten Olsen, impegnato nella volata per il secondo posto con la Bulgaria, servirebbe un risultato friabile, prospettiva che potrebbe materializzarsi visto che l'Italia è già qualificata, a patto che gli azzurri – la paura danese – non giochino alla morte proprio per vendicare il passato. Il fatto che ieri sera Cesare Prandelli, tradotto dall'ex viola e udinese Martin Jorgensen, abbia spiegato alla stampa locale che Pirlo, con Buffon uno dei due reduci del 2004, non sarà nell'undici titolare, tranquillizzerà forse la Danimarca, anche se il ct azzurro non è sbarcato sul Baltico con il cesto del pic-nic. «Dobbiamo divertirci e divertire senza assilli, mantenere la posizione nel ranking Fifa e per avere la certezza di essere testa di serie al sorteggio mondiale». È questo l'ultimo obiettivo di un girone chiuso con il primo posto matematico già lo scorso settembre: queste ultime due giornate serviranno, dunque, per presentarsi con l'abito delle grandi occasioni all'appuntamento con le urne del sorteggio della fase finale, in programma il 7 dicembre, quando sarà tempo di addobbare l'albero di Natale, quello vero: palline, striscioni e stelle. Sul campo Prandelli lo farà stasera, a dire il vero, anche se mancherà la "cometa" Balotelli: nella rifinitura svolta a Coverciano prima di imbarcarsi per la Danimarca ha provato un 4-3-2-1 con Diamanti e Giaccherini a sostegno di Osvaldo, assistiti da un centrocampo veloce composto da Candreva, Montolivo e Marchisio, piazzati davanti a una difesa a quattro con De Silvestri, Ranocchia, Chiellini e Balzaretti. Dovrebbe essere questa la formazione per il Parken Stadium, dove il ct si aspetta una partita vera: «Sinceramente sono sorpreso che la Danimarca sia costretta a rincorrere il secondo posto: eravamo convinti fosse l'avversario più duro del girone, a Milano ci ha messo in grande difficoltà». Allora nella ripresa entrò in scena SuperMario, versione eroe positivo, con mantello, muscoli e destro alla dinamite. Stavolta mancherà ma dovrebbe essere recuperabile per l'ultima scena, quella con l'Armenia, martedì a Napoli. «Si tratta solo di un problemino», spiega Prandelli, perché Balotelli resta sempre al centro dei discorsi, anche quando è tra gli acciaccati. Prima le sue piazzate contro gli arbitri, poi il codice etico "addomesticato" per farlo entrare nell'elenco dei convocati, infine la voce di un permesso speciale per esentarlo dalla trasferta danese, visto l'infortunio e il conseguente forfait. «Lui ha sempre paura degli infortuni, ma non mi ha chiesto di andarsene», interviene il ct per spazzare ogni dubbio sul Balo che stasera sarà in tribuna. «Mario deve solo vivere con serenità i suoi 23 anni, affrontare i problemi senza accantonarli». Già, prima che si trasformino in guai. Ecco l'altro obiettivo di Prandelli oltre al ranking Fifa prima dei Mondiali. ©RIPRODUZIONE RISERVATA