Landriano, consiglio comunale Il prefetto bacchetta il sindaco

di Giovanni Scarpa wLANDRIANO Il prefetto accoglie la richiesta del segretario comunale (e di parte della maggioranza) e obbliga il sindaco ad indire il consiglio entro 20 giorni. In caso contrario, sarà lo stesso prefetto a farlo. Giuseppa Strano ha già "invitato" formalmente Roberto Aguzzi con un a lettera a rispettare quanto stabilito dalla legge. «E' riconosciuto e definito come diritto il potere dei consiglieri di chiedere la convocazione dell'assemblea – scrive nella nota inviata al primo cittadino di Landriano – tanto da tutelarlo in modo specifico prevedendo l'intervento sostitutivo del prefetto in caso di mancata convocazione nel termine di venti giorni». Insomma, nessun dubbio sul fatto che Aguzzi, almeno in questo caso, non abbia dato seguito alle legittime richieste dei suoi stessi consiglieri, fra l'altro. Era stato lo stesso segretario comunale, Giuseppe De Luca, a ravvisare l'irregolarità della situazione e a chiedere l'intervento del prefetto per far rispettare i tempi , scaduti il 24 settembre. A rendere la situazione ancora più anomala, non era solo la lettera del massimo dirigente municipale al prefetto (già di per sè gesto insolito), ma anche il fatto che a chiedere, più di due mesi fa, a Roberto Aguzzi la convocazione dell'assemblea erano stati i suoi stessi consiglieri: Enzo Dedè, Luigi Servida, Luigi Negri e Giuseppe Canevari. Il segretario comunale, nella missiva al prefetto in cui chiedeva che venissero ripristinate le prerogative dei consiglieri, riferiva che la prima richiesta risaliva addirittura al 9 luglio. A riceverla, il vice sindaco, Massimo Piacentini. Che, spiegava il segretario comunale, ravvisava la necessità di ulteriore documentazione. «Il vice sindaco –scriveva poi Giuseppe De Luca al prefetto – rassicurava i consiglieri sul fatto che l'argomento sarebbe stato inserito all'ordine del giorno del consiglio comunale del 24 settembre». Ma l'assemblea, «non si è mai svolta, nè è stata effettuata alcuna convocazione come imposto dalla dal regolamento comunale, pur essendo trascorsi ben oltre i 20 giorni previsti». Per questi motivi il segretario comunale aveva chiesto al prefetto «il ripristino delle prerogative consiliari oggetti di lesione». «Segretario comunale prima e prefetto poi hanno ripristinato di fatto una situazione di trasparenza e legittimità che da troppo tempo mancavano a Landriano» spiegano ora due dei consiglieri che avevano chiesto la convocazione, Luigi Servida e Enzo Dedè. Lapidario invece il commento di Aguzzi: «Faremo il consiglio, ma non ho tempo da perdere con queste polemiche su questioni di poca importanza». Importanti o no, entro il 29 ottobre il sindaco dovrà indire il consiglio. O lo farà il prefetto.