Studenti pavesi, protesta a Tunisi
di Marianna Bruschi wPAVIA I docenti della scuola internazionale di lingue di Tunisi, il Bourguiba Institute, sono in sciopero della fame. Niente lezioni, i corsi frequentati da decine di studenti italiani e stranieri non sono partiti. Nemmeno per i ragazzi dell'università di Pavia - una decina - che dovevano perfezionare l'arabo nell'istituto. Hanno raccolto firme, scritto all'ambasciata italiana rivolgendosi anche al ministero dell'istruzione per chiedere di sbloccare la situazione. E hanno protestato davanti alla scuola, con una lezione in strada per reclamare il diritto al percorso formativo scelto e pagato. Gli studenti italiani sono in tutto una quarantina. Da Pavia sono partiti in direzione Tunisi una decina di ragazzi del corso di Studi dell'Africa e dell'Asia. Hanno preso casa, pagato affitto e caparre, e il corso. Molti sono arrivati a fine settembre, così da essere pronti per le lezioni. L'inizio dei corsi doveva essere lunedì 30. «Ma alcuni docenti sono in sciopero della fame – racconta da Tunisi Marta Mogni, studentessa dell'ateneo pavese – E' una situazione difficile, scioperano perché non sono pagati da anni, o sono sottopagati, molti non hanno un contratto regolare e quindi sono senza assistenza sanitaria». Ieri un docente si è sentito male a causa dello sciopero della fame ed è stato portato via in ambulanza. Sul quotidiano on line Tunisia Live Sonia Rbai, docente di arabo che ha lavorato al Bourguiba Institute per 6 anni, spiega che lo sciopero era iniziato proprio dagli insegnanti di arabo a cui si sono aggiunti poi gli altri dipartimenti. «L'istituto ha annunciato che rimborserà gli studenti – ha dichiarato la docente al quotidiano Tunisia Live – e probabilmente le spese del volo per tornare a casa». «La scuola l'abbiamo pagata subito appena arrivati – spiega la studentessa di Pavia – 800 dinari che sono circa 370 euro. Soldi che ci sono stati restituiti dopo una settimana». Ma gli studenti di Scienze politiche non vogliono mollare il percorso scelto. Una tradizione per chi frequenta Studi dell'Africa e dell'Asia. «Molti studenti prima di noi hanno frequentato sei mesi di lezioni in questa scuola – spiega Marta Mogni – ed è per questo che abbiamo deciso di venire qui anche noi». Dopo la restituzione della tassa di iscrizione gli studenti hanno protestato davanti all'ingresso dell'istituto, con una lezione in strada. «Ci stiamo mobilitando per iniziare i corsi in altre scuole – aggiunge la studentessa – però comunque non avremo l'attestato internazionale del Bourguiba Institut . Siamo scoraggiati e delusi». Hanno raccontato la situazione in una lettera all'ambasciata italiana «per fare pressione anche attraverso il ministero dell'istruzione perché possano partire i corsi – spiega Marta Mogni – noi italiano abbiamo raccolte le firme, e la stessa cosa stanno facendo i ragazzi inglesi, coreani, cinesi e tutti quelli che dovevano frequentare le lezioni di arabo». @mariannabruschi ©RIPRODUZIONE RISERVATA