«Come Desdemona finalmente canto nel "mio" Fraschini»

«Ho debuttato quest'opera proprio al Teatro Regio di Torino, esattamente dieci anni fa, e questa coincidenza mi stimola a riflettere ancor più sull'evoluzione che il personaggio ha vissuto dentro di me, non solo vocalmente» dice il baritono Ambrogio Maestri, protagonista del Simon Boccanegra di Giuseppe Verdi che stasera alle 20, con la direzione di Gianandrea Noseda e la regia di Sylvano Bussotti, inaugurerà la stagione d'opera del Teatro Regio di Torino. Nel cast anche il soprano María José Siri nel ruolo della figlia del Doge e Michele Pertusi in quello di Jacopo Fiesco. L'opera stasera dalle 20 verrà trasmessa in diretta su Rai-RadioTre. PAVIA La nuova stagione del Teatro Fraschini si apre domani sera con l'Otello di Giuseppe Verdi (ore 20.30, in replica sabato alla stessa ora), omaggio al compositore di Roncole di Busseto nel bicentenario della sua nascita (1813). Diretto da Giampaolo Bisanti e messo in scena dal regista Stefano De Luca, questo Otello ha come interpreti principali il tenore Walter Fraccaro nel ruolo del titolo e la lomellino Daria Masiero, soprano, in quello di Desdemona. Lo spettacolo - coproduzione dei Teatri del Circuito Lirico Lombardo Teatro Fraschini di Pavia, Teatro Grande di Brescia, Teatro Ponchielli di Cremona, Teatro Sociale di Como – As.Li.Co. - si annuncia rigoroso e fedele all'originale fusione tra musica e testo drammatico, che pone l'accento sulle relazioni tra i personaggi e sulle loro passioni assolute e devastanti. «Abbiamo fatto un bellissimo lavoro – dice Daria Masiero, nata e vissuta a Frascarolo, oggi di casa a Parma e considerata una delle voci più importanti del panomara lirico mondiale contemporaneo - Sia con il maestro Bisanti, che voglio ringraziare perché è riuscito a "spulciare" lo spartito in ogni sua parte per tirare fuori la vera essenza di Verdi, sia con Stefano De Luca, che viene dalla prosa di Strehler e che qui ha fatto un grande lavoro sul libretto. Il risultato è uno spettacolo minimalista ma di grande emozione, che merita di essere visto e che ha già avuto modo di essere applaudito a Como e a Cremona, quest'ultimo solitamente un teatro difficilissimo. Il merito va anche ai miei colleghi con cui ho lavorato in maniera straordinaria e, oserei dire "rara", visto che una tale serenità e un tale affiatamento non sono frequenti in un ambiente di "primedonne" come quello dell'opera lirica». E' la prima volta che interpreta Desdemona? «E' la prima volta che vado sul palco nei panni di Desdemona, ma la parte l'avevo già studiata. Nel 2001 ero "copertura" di Desdemona, per l'allestimento diretto da Riccardo Muti che andava in scena al Teatro alla Scala di Milano. Poi però, per sua fortuna, la cantante che doveva interpretare il ruolo era in splendida forma, così in scena ci andò lei. Quella copertura però ha fatto in modo che quando ho ripreso in mano la parte per questo nuovo allestimento, mi sono trovata con una parte del lavoro già fatta». Com'è la sua preparazione "tipo"? «La prima cosa che faccio quando studio un ruolo nuovo è aprire lo spartito e sottolineare la mia parte. In quel momento cerco di decifrare lo spartito e il personaggio. Poi mi documento leggendo libri, come in questo caso l'Otello di Shakesepare. Dopo di che inizio a studiare il personaggio psicologicamente e musicalmente, con i pianisti e il mio maestro. E' un lavoro lungo». Il ruolo più impegnativo che ha affrontato fino ad oggi? «Quello di Elisabetta nel Don Carlo di Verdi, un ruolo straordinario che era un mio sogno, ma anche molto difficile, specialmente nella versione in cinque atti, meno praticata rispetto a quella in quattro atti». Oggi lei è considerata una delle interpreti più accrediate del panorama lirico mondiale: quali sacrifici si devono fare per diventare "un nome"? «La più grande rinuncia di questo lavoro è la famiglia. A volte capita di stare in giro per il mondo anche cinque mesi a fila. Mesi in cui, finito lo spettacolo, si torna ad essere persone come le altre. E questa cosa, se si è in giro, può anche significare grande solitudine. Per quel che mi riguarda, ho sempre cercato di non diventare schiava di questo lavoro e appena ho del tempo libero leggo, vado a nuotare oppure passo una settimana con la mia famiglia». Quand'è l'ultima volta che si è esibita al Fraschini? «In un'opera mai, ci sono stata solo per concerti. L'Otello è, finalmente, l'attesissimo debutto operistico in quello che considero a tutti gli effetti il "mio teatro"». (m.pizz.)