Minuto di silenzio contestato La maestra: «Morti stranieri»

di Denis Artioli wMORTARA «Se all'ora precedente fossi stata io con voi non avremmo rispettato il minuto di silenzio per le vittime di Lampedusa: non capisco per quale ragione a volte si stabilisce il minuto di raccoglimento per alcune vittime e altre volte no, e poi non erano nemmeno italiani». La frase choc sarebbe stata pronunciata da una maestra elementare di una scuola nella zona di Mortara: a raccontare la vicenda clamorosa è don Francesco Cervio, vicario foraneo di Mortara e Cassolnovo e parroco di Albonese e Nicorvo. «Non voglio dire né qual è la scuola né in quale Comune della Lomellina si trova, ma non è successo a Vigevano» spiega don Cervio. L'episodio risale a venerdì, giornata di lutto nazionale, per l'enorme tragedia di Lampedusa, dopo il naufragio costato la vita a 288 persone (bilancio provvisorio fino a ieri sera), tra cui molti bambini. Il sacerdote lomellino spiega di aver saputo quel che è successo in aula da un genitore che ha il figlio in quella classe: «Mi ha spiegato – racconta don Cervio – che quando il bambino gli ha riferito quel che aveva detto la maestra, lui non riusciva a crederci. Ma, attraverso un altro genitore, ha avuto la conferma anche da un'altra compagna di quanto era stato detto in classe». A mezzogiorno, ricorda don Cervio, a scuola tutti dovevano fermarsi per un minuto, per il lutto nazionale: «L'insegnante che era in classe a quell'ora si è raccolta con i bambini nel minuto di silenzio. Poi è entrata l'insegnante successiva, i bambini le hanno raccontato del minuto di raccoglimento con la maestra precedente. Allora ha detto che se ci fosse stata lei in classe, a mezzogiorno, non avrebbe fatto rispettare il minuto di silenzio. Non ci sono parole davanti a una vicenda come questa – commenta don Cervio –. Davanti a ragazzini così piccoli, in età formativa, un'insegnante non può permettersi un'affermazione del genere senza nemmeno un contraddittorio: ci troviamo di fronte a una enorme tragedia umanitaria. Formiamo prima gli insegnanti al senso civico». ©RIPRODUZIONE RISERVATA