Bonarda boom, ma è d'Argentina

di Fabrizio Guerrini wCANNETO Bonarda d'Oltrepo, spunta la questione Argentina: uno dei rossi più conosciuti a livello nazionale deve, infatti, affrontare una nuova sfida e si sfiora, forse, il caso diplomatico. Alla base sta il successo di un rosso, di pronta beva, che sta sfondando sul mercato americano e soprattutto negli Usa. Si chiama La Bonarda, ma è un vino totalmente argentino e non c'entra niente con il «gemello» pavese. Eppure in Oltrepo si è sempre affermato che Bonarda era un marchio esclusivamente e orgogliosamente pavese al punto di arrivare ai ferri corti, sul piano legale, con le aziende piacentine che producono una loro Bonarda. Ora il Consorzio darà battaglia alla terra di Papa Bergoglio? «La questione è complessa – spiega Matteo Marenghi, direttore del Consorzio di tutela – Bonarda per l'Oltrepo pavese non è il nome di un vitigno, ma è il marchio di un vino che infatti si chiama Bonarda dell'Oltrepo pavese . Bonarda però è anche un vitigno Doc piemontese ed è lo stesso che è alla base, invece, del vino prodotto in Sudamerica che sta avendo forti riscontri». «Avevamo pensato di fare sui quei mercati una nostra campagna promozionale – spiega ancora Marenghi – ma ci saremmo scontrati con la forza d'urto della produzione argentina. Meglio a questo punto sfruttare l'effetto traino». Ma possono esistere più Bonarda al mondo? La questione esiste, al punto che sul sito Argentine Wine guide.com si prende atto di come esistano, altrove, (meglio in Oltrepo) vini con lo stesso nome. Gli argentini precisano però che la loro Bonarda nasca da due tipologie di uve a bacca rossa di origine piemontese. Caso chiuso? Non proprio, perchè, pur con il distinguo sui vitigni, alla fine ci sono Bonarda con lo stesso nome, ma con origini differenti. L'Istituto nazionale argentino di viticoltura quasi mettendo le mani avanti su un possibile diverbio con gli oltrepadani, è intervenuto ufficialmente precisando che nella Bonarda argentina non c'è uva croatina che, invece, si dice testualmente «è un'uva anche conosciuta come Bonarda Oltrepo Pavese». Croatina-Bonarda: il binomio non è, comunque, esatto perchè il marchio Bonarda, come precisa il Consorzio di Tutela, riguarda un vino, non un vitigno. Perchè dunque il massimo organismo argentino è intervenuto per fare questa precisazione mirata all'Oltrepo? Probabilmente perchè, c'è chi dice, gli organismi argentini non sono poi così tranquilli nell'usare quel nome per il loro vino rosso.