Lesioni alla moglie Costanzo a processo

CASSOLNOVO Una separazione più che conflittuale, che ha portato la moglie ad accusare il marito di maltrattamenti in famiglia, lesioni, minacce e ingiurie. Ieri davanti al giudice del tribunale di Vigevano Stefano Scati c'era Carlo Costanzo, presidente del consiglio comunale di Cassolnovo. In aula sono state ascoltate la moglie, la cognata e la figlia di Costanzo. Più di un'ora di udienza in cui quanto detto dalla moglie è stato smentito dalla figlia, tanto che il giudice Scati ha invitato le parti a un momento di riflessione prima della prossima udienza, il 5 novembre, in cui si deciderà se continuare il processo. «A volte mi strattonava per i capelli, altre mi schiaffeggiava senza spiegarmi il motivo – ha detto la moglie Samuela Barbaro –. Sono andata più volte al pronto soccorso, una perché mi aveva lussato un braccio. Ho resistito fino all'ultimo, quando ho deciso di andare via di casa. Da lì la situazione è peggiorata, perché me lo trovavo ovunque, anche sotto l'ufficio. Ho dovuto più volte chiedere aiuto al mio collega, perché mio marito era diventato violento». La sorella, Chiara, è stata informata delle presunte violenze solo quando Samuela era al pronto soccorso per un braccio lussato. «Mi ha chiamata in lacrime – ha detto la cognata di Costanzo – dicendomi che l'aveva picchiata ancora. Quella però è stata l'unica volta in cui ho visto dei segni di violenza sul suo corpo». Per la figlia, Cecilia, 22 anni, studentessa di economia, la verità è un'altra. «Eravamo una famiglia normale – ha detto – ogni tanto discutevano, come tutti. Solo una volta li ho sentiti gridare, ai tempi della maturità. Allora ho visto mia madre con un coltello in mano che minacciava mio padre. L'ho presa per un braccio e le ho detto di piantarla. Poi mi ha chiesto un passaggio, solo alla fine ho capito che voleva andare al pronto soccorso. Mi ha detto "ma tu non sei dalla mia parte?"». (s.bov.)