D'Aniello, centrocampista con la passione del gol
VOGHERA I tre gol che ha segnato raccontano in minima parte l'apporto che Roberto D'Aniello sta dando finora all'OltreVoghe. Tre reti segnate, in cinque gare, non è media di un centrocampista, ma il ventunenne milanese è un interno di centrocampo per modo di dire. Nato trequartista o punta esterna, se parte da lontano rende di più. L'ultimo gol è stato segnato domenica contro l'Union Villa Cassano «e l'ho fatto con il destro», sorride meravigliato di sé il ragazzo. Davanti agli occhi dell'ex mentore Paolo Chierico con il Sant'Angelo si era esibito in quello che sta diventando una specialità: il tiro da fuori. Discreto e timido, si trova molto meglio in campo rispetto a quando deve raccontarsi fuori dal manto verde. «Sto bene e mi trovo a mio agio in mezzo». E' appunto in mediana che D'Aniello sta dando il meglio per sé e per la squadra. Fasce, prima ancora di Visca, aveva chiesto alla società a giugno un centrocampista (l'identikit era di Manasiev ora all'Alzano), dopo Visca aveva espresso l'idea di avere un giocatore che potesse dettare l'ultimo passaggio. Richieste tramontate perché nel 4-3-3 il ruolo di interno con propensione offensiva calza a pennello a D'Aniello. Con Balacchi c'è complicità e spesso quando il regista è marcato D'Aniello si incarica di impostare l'azione. La società aveva puntato a occhi chiusi sul milanese perché lo conosce bene (da quattro anni, tranne una parentesi al Verbano di qualche mese, è sempre stato all'Oltrepo) e il ragazzo sta ripagando la fiducia. «Il mister mi chiede di giocare semplice, cercare di stare tra le linee per l'ultimo passaggio, poi fisicamente sto molto bene». Proprio questo aspetto è una delle variabili che l'OltrepoVoghera ha in più rispetto agli avversari. La squadra soprattutto nella ripresa quando gli altri calano ha più birra. In un campionato di livello inferiore rispetto alla serie D, dove anche l'ultima in classifica con maggiore gamba può mettere in difficoltà le prime (vedi il Voghera gli scorsi anni con San Giorgio, Trento e Seregno), l'OltreVoghe in questo momento ha un passo diverso dalle altre squadre. «Sto meglio rispetto all'anno scorso – dice il ragazzo – negli allenamenti c'è più impegno perché essendo in tanti bisogna guadagnarsi il posto». A centrocampo questa domenica i sacrificati sono stati Moltini e Bruscaglia, mentre Sciannameo è finito addirittura in tribuna. Marco Quaglini