"La morte scherza sul Ticino" Reali fa il bis di noir
Venerdì alle 17,30 Paolo Ferloni al Cafe, corso Garibaldi 22/b, Pavia, presenta il suo libro "Non economia" (Edizioni Effigie, 10 euro), introdotto da Gipo Anfosso e Giovanni Giovannetti. Ferloni, che insegna Chimica fisica ambientale all' Università di Pavia, prende in esame e discute aspetti di attività umane, tra l'economia e l'ecologia, di cui di solito nessuno si accorge: tutto ciò che non si considera quando si pensa all'economia e si parla di finanza, imprese, rendimenti, quotazioni in borsa, valute, banche e globalizzazione. L'autore indaga i non-costi che nessuno valuta, i non-prezzi che nessuno paga, la non-economia che nessuno vede, o meglio che tutti vedono ma si finge di non vedere. PAVIA "La morte scherza sul Ticino" è il nuovo giallo del pavese Alessandro Reali, (Fratelli Frilli Editori, 9,90 euro), seconda indagine dell'Agenzia Investigativa Sambuco & Dell'Oro, con ufficio in Borgo Ticino e vista sul fiume. Il libro arriva a un anno esatto dall'esordio letterario di Reali, chimico e dipendente Eni, con "Fitte nebbie" (Frilli, 2012), primo capitolo della saga dei due detectives pavesi Gigi Sambuco e Selmo Dell'Oro. Sambuco, il capo, è un uomo riflessivo, che guarda alla vita e alle inchieste in modo disincantato, anche a causa del dolore profondo che cela nel cuore; Dell'Oro, il socio, è un ex teppista irresponsabile con una una morale discutibile. Questa volta i due rimangono intrappolati in una tela di ragno, torbida e penosa, che raggiunge la sua epifania in un giorno di febbraio, freddo e nevoso, a Pavia. Al centro della vicenda, le manie sessuali represse, i ricordi opprimenti di un passato doloroso, l'amore per l'arte e una vita di abitudini, in apparenza normali, che celano il "male di vivere" di Giorgio Grechi, rispettabile insegnante di lettere del liceo classico, ormai in pensione. In una Pavia che attende, timorosa ma incuriosita, l'ondata dell'ennesima piena del "suo" Ticino, sotto una pioggia battente e incessante, crescono sofferenza, ansia e pulsioni borderline del professor Grechi, invischiato, per gioco, nelle ardite trame erotiche di Silvana, giovane e annoiata rampolla della "Pavia bene". I suoi occhi magnetici, il suo corpo flessuoso, eccitante e famelico, spingono oltre il limite e fanno straripare la sessualità malata, ormai fuori controllo, di Giorgio Grechi. Finchè l'enormità di un dolore esistenziale, fino ad allora mascherato ma radicato e non più sopportabile, supera il livello di guardia. «Prima che scrittore sono un grande lettore – dice Reali - Da ragazzino leggevo i libri di Simenon della biblioteca di mio padre, e oggi sicuramente ci sono elementi della mia scrittura che guardano a quelle letture. Tuttavia, non è tanto il genere giallo che mi interessa, quanto piuttosto l'aspetto dell'introspezione, l'approfondimento delle personalità dei miei personaggi. Il genere giallo è un ottimo pretesto per raccontare la vita, con tutte le sue assurdità, violenze e ingiustizie, ma sempre attraverso il filtro dei personaggi. Il libro che più si avvicina al genere giallo è il terzo, quello che uscirà l'anno prossimo e che molto probabilmente sarà ambientato a Sannazzaro». Ecco come Reali traccia l'identikit psicologico dei suoi due investigatori del Borgo: «Gigi Sambuco, che dirige l'agenzia, è un uomo molto provato dalla vita: ha perso un figlio e deve badare a una moglie depressa. Non è cinico, ma disincantato sì. Ama la musica italiana, in particolare quella di Paolo Conte, Sergio Endrigo e Piero Ciampi. Il suo braccio destro, Selmo Dell'Oro è un ex teppista di strada che ama l'alcool, il rock blues e le donne. Tradisce e viene tradito in continuazione dalla moglie, che a suo modo ama molto. Sgradevole , rissoso e disonesto è stato più volte salvato da Sambuco, che gli è affezionato e gli riconosce talento e coraggio quando si tratta di seguire una pista». (m. piz.)