L'Italia chiede una politica comune
BRUXELLES Passare subito alle azioni «concrete» e portare la questione al vertice della Ue per verificare la volontà politica dei leader europei di agire insieme: sono questi, secondo il ministro per gli Affari europei, Enzo Moavero, i punti cardine della strategia per ottenere un cambio di passo della politica europea sull'immigrazione. «La tragedia di Lampedusa – sottolinea – impone all'Unione di compiere un netto salto di qualità nella propria azione», mettendo in campo decisioni «innovative» e «operative». A Strasburgo, da oggi, l'ecatombe dei migranti e l'emergenza immigrazione saranno tra al centro della riunione plenaria dell'Europarlamento che si aprirà con un minuto di silenzio in memoria delle vittime di Lampedusa. Domani a occuparsene, su richiesta italiana, sarà il Consiglio dei ministri degli affari interni, a cui parteciperà Angelino Alfano e mercoledì il presidente della Commissione Josè Manuel Barroso si recherà sull'isola. Quanto sta accadendo nel Mediterraneo, secondo Moavero, deve essere l'occasione per riflettere sull'«ingiustificata asimmetria» che riguarda la gestione degli aspetti economici della crisi rispetto al trattamento riservato a quelli di una emergenza umanitaria che ha, in parte, la stessa origine. Un'asimmetria che ha fatto sì che «le complesse questioni poste dalle grandi migrazioni verso l'Europa siano affrontate in maniera disorganica, con una frammentazione di competenze fra Stati e Ue, risorse finanziarie limitate, con norme e politiche comuni palesemente inadeguate». I Paesi del Nord Europa - tranne rare eccezioni, come nel caso del Belgio - sono però da sempre molto freddi davanti alla richiesta di costruire una politica comune. Un approccio che invece il responsabile degli Affari europei ritiene «imprescindibile», perché si è davanti a una problematica di «rilevanza europea, non nazionale». È quindi «urgente» impostare un'azione comunitaria «ben articolata», a partire da «un'incisiva discussione già al Consiglio Affari interni». Per Moavero, il Consiglio del 24 e 25 ottobre «può rappresentare un'importante occasione», per dare impulso alla Commissione affinché presenti «in tempi rapidi» le proposte legislative necessarie.